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Nome: Sergio Capraro

Su di me: Nato il 28 Gennaio 1953 a Vicenza
Perito industriale Meccanico
Dottore in Ingegneria Meccanica
Dirigente settore Commercio
Dirigente settore Industria
Imprenditore
Docente part time di Fisica; Meccanica e Macchine

sergio.capraro@libero.it

Interessi: Open project VI-Veicolo Intelligente®
- Consumo energetico teorico alla velocità massima pari a 0,01 KWh/Km.
- Costo stimato per 100 Km. pari a 0,25 €.
Studi preliminari, immagini e rendering dei veicoli non ancora pubblicabili per ovvie ragioni di riservatezza.

Vivo: IT, Veneto/Vicenza

Specializzazione:

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Reportage scritti [ 8 ]
Post in bacheca Green [ 23 ]
Commenti a reportage [ 46 ]

Renault ZOE, berlina elettrica al 100% - veicolo elettrico per tutti?
Non mi piace parlare male ma di parlare chiaro c’è un enorme bisogno.

Complimenti al gruppo Nissan-Renault quindi ma l’elettrico senza incentivi - come è giusto ad oggi sia - non si venderà mai.

Alla domanda lo compreresti, la risposta è sicuramente NO e non solo per questioni economiche.

Tanto accattivanti sono le forme quanto vecchia risulta la tecnologia che si sta impiegando; di tecnica vera nel senso di nuova infatti ancora nulla.

BMW forse vuol farla intravedere ma su youtube è facile continuamente cambiare.

In certi casi, vedo anzi un peggioramento in direzione del maggior sperpero di risorse energetiche ed economiche.

Quello che sono riusciti a fare con la Twizy è un capolavoro che ha dell’incredibile!

Validissimo il marketing invece: batterie di Renault dunque assicurazione di Renault: un bel "pacco" regalo confezionato ad arte per il giusto profitto di Renault che però comunque non lo farà.

I francesi invece questo investimento l’hanno già pagato.

Ed i concessionari...pure!

Chi vuol contribuire - sfizi a parte - provi per credere. Certo è, che se ci sono i 4000 Euro della regione Trentino, un cappuccino con il Twizy può ubriacare o far sognare qualcuno.

I razionali non si stupiscano se non trovano dati sulla riserva energetica: è sacrosanto mistero. Chissà quando lo sveleranno eppure basterebbe sapere dove sono ed aprire il coperchio ma tant’è...così si capirebbe un pò più sull’autonomia e sui profitti.

Buona serata a tutti

Sergio Capraro
 
   
Le auto elettriche non sono la risposta. Ecco perché secondo Llewellyn
Ciò che mi stupisce caro Giuseppe, è l’enorme ritardo con cui si giunge a consclusioni razionali, quasi che il buon senso, forse meglio la conoscenza, alberghi sempre più inesorabilmente altrove.

La mobilità va rivista certamente così come il concetto che prevede la continua espansione e questo, non tanto per dare ragione a qualcuno, quanto per garantire la sopravvivenza di tutti, almeno dell’attuale numero di viventi.

Bisogna teorizzare la decrescita in ogni ambito escluso quello della conoscenza, programmando al motto di riduzione è bello, nella speranza che chi ha la possibilità ed è in fase di crescita non ne abusi come abbiamo fatto noi paesi cosoddetti industrializzati ed ora decadenti.

Chi ha detto che anche la recessione economica non sia necessaria oltre che utile e piacevole?

Certamente chi che crede che le risorse siano infinite e non si è ancora reso conto che è bastato un alitar di nuove vite a spogliare i giganti.

L’unica possibilità che ci è data, ancorchè relativa, è di ampliare le risorse migliorando consapevolmente il nostro sapere, una qualità che sembra aver perso valore e di fatto trascurata.

L’elettrico ci sarà, e nella speranza che ci sia anche di meglio, auguro a tutti una buona serata.

Sergio Capraro
 
   
Smart ForTwo Elettrica: caratteristiche tecniche, prestazioni e prezzo
Questo elettrico è solo promozione commerciale e sperpero, e non mi stancherò mai di dirlo.

L’altro giorno ho visto l’analogo veicolo della Citroen: bellissimo nelle forme ed altrettanto razionalmente assurdo quindi invendibile, tant’è che le forse uniche consegne hanno visto controparti del contratto casa costruttrice e, loro malgrado, concessionari.

Questa Smart elettrica come le altre, che ha di nuovo? Nulla.

Eppure Mercedes è sicuramente in grado di fare molto ma molto meglio.

Non vi insospettisce perchè mai ancora e sempre invece siano proposte soluzioni standard: gruppo riduttore differenziale posteriore a motore centrale?

Non si sono nemmeno sforzati di monatare due moto-ruote.

E, che dire degli incentivi? di questi tempi e magari a carico di tutti indistintamente?

Ma siamo pazzi?

Purtroppo credo proprio che si continui ad esserlo!

A proposito: con che lo si alimenta il caricatore a bordo da 22 KW e con che rendimento avverrà questa fantastica ricarica che taluni si spingono a dichiarare possibile in metà tempo?

Credo che i 17,6 KWH di riserva energetica consentano praticamente di fare ca. 80 Km e che richiedano (rendimento a parte) 17,6 KWh applicati per un’ora per essere ripristinati.

Il rendimento del ciclo di ricarica sarà sicuramente inferiore all’80% (semplici calcoli) quindi stimabile intorno al 55-60?.

Fate voi. Se comunque avete risorse da spendere e vi piacciono i leasing meglio non rischiare e portare un pò di acqua anche all’attività finanziaria.

Buona serata

Sergio Capraro
 
   
Maxi Scooter Elettrico Predator con batterie al litio
Due conti per gli interessati.

72x40=2880 Wh
Il secondo dato è una sigla per cui ?
Il terzo equivale al primo
72x60=4320 Wh
Il quinto equivale al quarto.

L’evidenza è che a parità di riserva energetica nominale l’accumulatore al litio ferro fosfati raddoppia la percorrenza ripetto al piombo e piombo-gel e, di conseguenza, l’aumenta di un ulteriore 50% incrementando di pari entità la riserva energetica.

Suppngo l’ultimo dato riferito ad un ulteriore tipo di batteria agli ioni di litio o Li-on come è comunemente chiamata poichè l’ulteriore incremento di percorrenza non avrebbe senso così come non l’ha comunque, considerato che parliamo della stessa quantità di "carburante" del caso precedente.

2880/50=57,6 Wh/Km
2880/100=28,8 Wh/Km
4320/150=28,8 Wh/Km.

Come mai queste grandi varianze se l’energia è la stessa?

- perchè l’accumulatore ha una durabilità in funzione della percentuale di energia scaricata sul totale nominale di energia caricata (profondità del ciclo di scarica)
- questo impone di non scaricare completamente la batteria pena inficiarne la durata in termini di numero di cicli.

Ogni accumulatore ha le sue peculiarità e, costituendo il serbatoio del veivolo elettrico, deve essere ben conosciuto per non ritrovarsi fortemente disillusi.

Dato che con cinque KW di potenza nominale si può contare si coppie ben superiori ai 120 Nm questo scooter, di massa e dimensioni ignote viaggerà bene; di certo è auspicabile dosare accelerazioni e velocità massime per non ritrovarsi con percorrenze più che dimezzate.

Il differenziale di 3200 E tra la base di 3800 € ed il top di 7000 € non è giustificato se non a livello commerciale: le batterie LiFePo4 costano infatti alla produzione ca. 400 €/KWh Battery System Management compreso.

Il BMS, dispositivo di controllo e gestione elettronica, è indispensabile per tutti gli accumulatori al Li ed ancor più per i più delicati Li-on e Li-on polimeri.

Buona serata

Sergio Capraro
 
Caro Fernando.

Come penso avrai visto leggendo i miei post, sto realizzando un veicolo elettrico per cui se ti interessa questa tipologia di trazione, posso renderti disponibi una serie di informazioni così come organizzare degli acquisti convenienti.

In questo settore, come in molti altri, è ormai il mercato cinese a farla da padrone.

Buona giornata

Sergio Capraro
 
   
Robert Llewellyn guida elettrico per 1600 km con meno di 10 dollari
Cara Vannessa.

Solitamente l’argomento, è valutato sulla base di due parametri:

A. Impatto ambientale
B. Impatto economico.

Da sempre si sbandierano mezze verità con l’intendo di avvalorare l’interesse di una parte o della sua opposta.

Per questo, approfitto dell’iniziativa di Mr. Robert che riporti, per apportare il mio contributo alla chiarezza.

A. Da nni si promuove la trazione elettrica con il bollino di "impatto zero" o "zero emissioni" dicendo il falso. Come è sempre, a mano a mano che la gente e la legge si svegliano, si aggiusta il tiro; da non molto infatti anche grandi attori dell’automotive crescono in moralità dichiarando più relisticamente "emissioni dal pozzo alla fonte".

Nessuna trasformazione energetica può essere completamente sicura e ad impatto zero, probabilmente perchè sta nell’essenza stessa dell’Energia questa verità.

La "filiera" scelta dal Sig. Robert è peraltro, quella che più si avvicina a raggiungere - per il ciclo energetico in discussione - importanti risultati in quest’ottica ambientale, anche se con rendimenti migliorabili.

Quel sibillino "(quasi prevalentemente diurna)" va peraltro precisato, perchè ovvio e limitante: ovvio poichè il fotovoltaico può trasformare energia quasi esclusivamente di giorno ed in presenza di sole e limitante poichè la scelta di ricaricare le batterie esclude l’utilizzo alternativo e, salvo avere "accumulatori di giro", impone la rinuncia all’utilizzo del veicolo cioè dell’obbiettivo per cui lo si possiede.

B. Già quanto appena detto suggerisce la necessità di analizzare nel dettaglio ogni conclusione per poterla considerare vera e riproducibile.

Come più volte scritto, il fotovoltaico ha ben oltre mezzo secolo di storia quindi il suo pay off, ROI o pay back che dir si voglia, è un dato comunque dinamico.

30, 20, 10 o 5 anni restano pertanto sempre e comunque valori da prendere con le pinze e in quest’ottica, il pregevole fai da te illustrato, ha più valore esemplificativo che non in termini di rendimento.

L’ulteriore impatto degli incentivi statali, cui anche questa iniziativa deve ricorrere per esaltarne la valenza, deriva dal sistema di tassazione ed obbliga quindi - specie di questi tempi - la necessità di sottolineare come l’avanzare della tecnologia concretizzando rendimenti migliori e prezzi inferiori, suggerisca di ottimizzare le scelte temporali dell’investimento per evitare l’inutile spreco di risorse.

Grazie comunque, perchè hai evidenziato un modo di non "sprecare", "svendere" quindi "ottimizzare" la sovraproduzione energetica diurna stimolando interventi.

Bene sarebbe infatti, che anche l’eccesso notturno, attuale caratteristica dei sistemi energetici nazionali, possa essere egualmente indirizzato con attese di rendimento certamente migliori di quelli qui configurati; questa scelta, dovrebbe rientrare nel contesto di un razionale programma per la gestione della risorsa energetica, sinergico anche con per l’opzione "trazione elettrica".

Buona giornata

Sergio Capraro
 
Gentilissima Vanessa.

Grazie per la dimostrazione di attenzione ed intelligenza.

Come avrà visto, anche il recente salone di Francoforte, conferma che il full electric automotive powering non è ancora maturo e che il relativo approccio - se mai si arriverà a ritenerla soluzione ottimale - passa attraverso l’ibrido endotermico-elettrico.

Ciò risponde razionalmente alla "non convenienza" che l’accumulatore elettrico paga tutt’ora ad ogni livello al punto che, stante la mancanza di sussidi governativi attuale e con ogni probabilità destinata a perdurare anche nel lungo termine, l’interesse del veicolo elettrico risulta confinato nel contesto dell’amatore, dell’appassionato per vari motivi.

Pochi numeri dunque, conseguenza naturale della mancanza di un mercato che peraltro, come dicevo, è motivata anche tecnicamente.

A breve, vedremo veicoli molto più leggeri realizzati con materiali diversi e questo perterà al vero miglioramento: i 100 Km con due litri di gasolio non sono molto lontani.

Anche molti di più, se si rinunciasse all’ambizione favorendo anche la sicurezza.

Rimossi i limiti tecnologici ed economici dell’ "immagazzinare energia" e programmata una produzione di EE che tenga conto del suo potenziale utilizzo notturno per ricaricare le batterie elettriche ed in mancanza di altre scoperte migliori, con ogni probabilità anche la trazione elettrica su gomma diventerà realtà.

Complimenti ancora.

Buona giornata

Sergio Capraro
 
   
Il veicolo più ecologico del momento
Caro Luca.

Hai perfettamente ragione anche dal punto di vista tecnico poichè in bicicletta sfruttiamo l’energia meccanica prodotta dal nostro essere (sostanzialmente per combustione da fonte chimica) mantenendone la natura quindi con il massimo rendimento possibile.

Andare in bici piace anche a me e devo riconoscere che è l’unico veicolo più economico ed ecologico anche del mio!

Un caro saluto a tutti

Sergio Capraro
 
   
Le nostre automobili e i loro consumi - Esperimento
Preciserei che la tecnologia comunque migliora continuamente anche in direzione della riduzione dei consumi.

Certo che se contemporaneamente si incrementano potenze e masse, sfruttando le prime e pagando sempre e comunque le seconde, questa realtà può apparire poco evidente.

E’ anche bene tenere presente che i dati di consumo forniti dalle case automobilistiche sono relativi a prove eseguite a banco e su strada secondo specifiche norme, quindi anche fortemente diversi da quanto ciascun conduttore può verificare.

Ciò che attentamente, anche se più o meno rigorosamente si può verificare di persona, è sempre ben fatto e non devono assolutamente impressionare differenze come quelle rilevate, anche se sono senza dubbio indicative di stili di guida assolutamente diversi.

E’ appunto come si gestiscono le andature e la tipologia delle stesse (velocità massima, frequenza ed intensità delle variazioni della velocità cioè dell’accelerazione, pianura, salita, discesa) a determinare sostanzialmente - a parità di semovente - il consumo energetico, quindi la percorrenza realizzabile, qualsivoglia sia la fonte energetica usata.

Credo di averlo già spigato e comunque, se può essere interessante, possiamo entrare ancor più nei dettagli per ogni componente del veicolo.

Mi complimento pertanto per la costanza ed il rigore ricordando che, anche se non è la tecnologia a farla da padrone più di quel che ciascuno di noi può fare scegliendo il veicolo ed ancor più guidandolo, certamente oggi è possibile consumare molto, molto meno di ieri.

Buona notte

Sergio Capraro
 
   
Verde-Bianco-Rosso
La Primavera Italiana

Sono passati solo pochi giorni, sufficienti però per capire di che pasta siamo fatti e per un mio tagliando all’ospedale.

Da quel che vedo penso che l’Italia stia molto peggio di me, gli italiani seri quantomeno e pure i più furbi, che confermando la propria ignoranza che li rende ciechi, nemmeno lo percepiscono.

L’ha detto anche l’illuminata testa di Tremonti che in una barca che affonda non c’è distinzione tra ricchezza e povertà anche se in verità, salvo per qualche moralmente dotato, la porta della sicurezza di regola fa passare i primi e solo dopo - posto e tempo permettendo - i secondi.

Probabilmente è su questo che confidano i non vedenti.

Confidano bene? No.

Come si può pensare che la primavera araba, conferma ed esempio storico di ciò che accade in condizioni in cui si prende progressivamente coscienza di non aver futuro, dell’impossibilità di partecipare democraticamente alla sua costruzione, ci lascerà indenni?

E la nostra maggior vicinanza come può costituire la valida garanzia che il contagio sarà limito all’Italia?

Credo che sia l’Europa intera ad essere fisicamente vecchia, fiacca e non più valore di riferimento quale vecchio continente; di anzianità variegata e diversamente acciaccata certamente, ma questo non ne cambia la sostanza.

Come mi sono più volte espresso, penso sia l’attuale universale modello di sviluppo del benessere che, privo di correttivi, stretto alle corde è inesorabilmente destinato a cadere, a fallire.

C’è chi sta provando l’euforia che dà l’entusiasmo del nostro vissuto passato, della creatività, del tirar dritto con poche regole e senza chiacchere, senza tanto guardare in faccia preoccupandosi di pochi o nessuno se non di aumentare lo sviluppo, e sono tanti, molti più degli appartenenti alla nostra antica culla della civiltà dello sviluppo.

Ci stanno facendo male, ce lo facciamo anche da soli, inconsapevolmente se lo stanno creando anche loro ma hanno il nostro stesso diritto.

Siamo tutti in una gigantesca ruota che gira configurando un problema che coinvolge il mondo intero.

Quando si va sul grande però, al solito non ci si può fidare nemmeno del piede di partenza ed è dunque necessario concentrarci sul nostro essere Italiani ed Europei.

Personalmente, confido che la primavera abbia in sè la rinascita, il rinnovamento ciclico che poichè imperfetto nell’umano divenire, può e deve essere talvolta corretto per risultare migliorato.

Ciascuna parte annuncia in questi giorni che presenterà il proprio rimedio e questo è bene: speriamo che diversamente da come si è fatto sin qui, sia finalmente positivamente riconducibile a questi detti di Oscar Wilde:
"Conscience makes egotists of us all" oppure "Doing nothing is hard work".

Se così non fosse, attenti, saremo noi tutti credo pronti a scendere in piazza per appropriarci della nostra primavera.

Il minestrone italiano infatti, a lungo riscaldato, bolle ormai da troppo tempo e prima di esaurirsi nel nulla, il suo contenitore dovrà scoppiare.

Ne uscirà una maggioranza variegata comunque ribelle, determinata e con la forza che nasce dall’impotenza di concretizzare l’auspicato futuro o vedersi azzerato quello su cui contava.

Sarà impossibile fermare:

i chiamati a contribuire perchè da sempre pagano sulla certezza dell’IRPEF cioè per l’essere onesti;

i chiamati a sopportare drastiche riduzioni del welfare di cui hanno realmente bisogno per l’impossibilità di ricorrere al meglio;

chi prima godeva del privilegio di appartenere alla pubblica amministrazione, ad ambienti protetti, che andrà ad ingrossare la fila dei disoccupati;

chi già disoccupato era insieme a chi non lo è mai stato ed i rassegnati ad esserlo per sempre;

chi virtuosamente bene interpreta la propria coscienza ed a questa si attiene nel comportamento;

chi vinto dall’ideale politico, ambientalista e religioso, ha spesso combattuto senza rendersi conto del male indotto;

gli incapaci ed i nulla facenti per scelta, che hanno sempre e solo da chiedere e protestare.

Spero proprio che tutti noi si rifletta sul fatto che i bilanci si possono certamente aggiustare armati di forbice, ma che garantire la futura sopravvivenza o maggior prosperità, richiede anche altro, cioè la programmazione strategica dell’impiego della risorsa.

Rispondiamoci in coscienza a questa domanda: come potranno sopravvivere tutti i nostri connazionali la cui sussistenza è sin qui stata legata al pubblico lavoro ed eventualmente con loro, gli altri residenti più a sud?

Questa, è la dimostrazione per cui si deve certamente tagliare: facta non verba, pro bono pacis, pro capite e pro divitias suas, , pro tempore ed eventualmente sine die ma primum non nocere,

destinando parte delle risorse sorgenti alla riduzione del deficit e parte alla riduzione delle tasse, al riposizionamento dei disoccupati in attività utili, al rilancio della ricerca, della scuola e dell’attività produttiva, snellendo ed ottimizzando la gestione pubblica che nuoce all’intraprendere ed all’efficienza.

Ovvio che si debba toccare anche i privilegi in fase di acquisizione oltre a quelli già acquisiti pensioni e quant’altro, così come gli sconti concessi tipo l’aver fatto rientrare legalizzandoli, capitali più o meno sporchi con un trattamento di favore.

Mancando della coscienza necessaria a farci riscoprire individualmente l’amore ed il rispetto nei confronti degli altri, per la patria, gli stimoli e la fiducia che ci hanno portato a primeggiare tra le cinque migliori economie del mondo, sarà impossibile realizzare questa strategia e rimediare al knock down, al KO mortale.

Anche le guerre potrebbero risolvere il problema così come lo hanno sempre risolto nella storia del mondo ma sono oggi molto più rischiose di ieri; anche il ritornare sulle antiche vie dell’ Italia suddivisa, personalmente, mi sembra poco diverso.

L’augurio dunque, è di una primavera vivace, anche molto vivace, ma fiorita.

Buona giornata a tutti

Sergio Capraro
 
   
VI-Veicolo Intelligente
Questo veicolo è dotato di ca. 1,2 KWh di riserva energetica per soddisfare altre 100 Km di spostamento.

Il mondo INSEGUE la GRANDEUR e l’industria non può che assecondare tanta fame di apparire sempre più forti e potenti, nell’opulenza dell’accessorio più inutile e nell’esibizione della comodità più sfarzosa, poichè questi sono per lo più i riconosciuti indici dello status della persona piuttosto che il suo essere.

Se vuoi "auto" che ti facciano apparire grande ed in posizione dominante, vedi il successo dei SUV, eccoti accontentato dal poter guidare un camion, godendo però del confort e delle soddisfazioni emotive, che solo la potenza può dare.

Con un pò di conoscenza sarebbe facile precisare che non è tanto il valore assoluto di questra grandezza capace di indurci l’adrenalina, quanto un basso rapporto massa/potenza...ma questo, interessa ancora?

...ed a quanti?

Ebbene, siffatti veicoli e buona parte dei circolanti, ci trasporta seduti su macchine che seppur realizzate con ottime tecnologie di risparmio, soddisfano dati di progetto diametralmente opposti alla green philosofy.

SUV e Smart in famiglia, esemplificano e riassumono bene quanto sto scrivendo.

Se il tuo status non può permetterlo c’è il credito e se poi ti devi accontentare di un’auto sola, non potrai che usare il tuo similcamionferrari anche nelle zone 30 cittadine.

E con tante ciclabili, marciapiedi, dissuasori, divisori, aiuole, roundabout...spesso puri deliri per guadagnar consensi, dovrai aumentare l’attenzione, stressarti nell’impegno affinchè, d’un tratto, l’orrore di aver fatto male a qualcuno, non ti ritrovi disperato di tanta superficialità cui sei incorso.

Non ci si deve dunque chiedere quale sia il punto perche è sin troppo chiaro, a patto che non si voglia ignorarlo.

Dobbiamo aver la forza di denunciare tante contraddizioni.

Stamane chiedevo spiegazioni ad un vigile che allargando le braccia mi ha detto ha ragione: il codice dice una cosa, l’amministrazione realizza opere in palese contraddizione con sicurezza e legge, e sembra che nessuno possa farci nulla pur riconoscendolo.

Limitandoci ai veicoli, come più volte detto, prima di tutto la MASSA che SERVE per garantire Sicurezza e Durabilità in funzione della Velocità che SERVE.

Elettrico o endotermico, in confronto, sono dettagli.

La soluzione dei problemi è dentro di noi: indaghiamoci, ascoltiamoci e se la maggior parte delle risposte tenderanno all’umiltà ed al ritorno ai valori perduti, allora sarà cambiamento!

Buona serata

Sergio Capraro
 
Egregio Signor Jacopo Dalla Bona.
Le sue considerazioni sono per me molto importanti; ottenere commenti, opinioni e suggerimenti, è come detto il mio obbiettivo quindi grazie anzitutto.

Affinchè possa comprenderle e trarne utilità, Le chiedo di voler cortesemente chiarire i tre punti seguenti cui mi sembra possa essere ricondotto il suo intervento.

A. Lei ritiene il design non intelligente ed impresentabile: perchè? può o sa far di meglio? può, remuneratamente s’intende, propormi qualcosa di più valido?

B. Può spiegarmi dove questo rendering solo in apparenza possa sembrare rivoluzionario ed in forza di quale teoria sia invece simile a qualsiasi altra auto prodotta o lavori proposti?

C. Può suggerirmi a quali soluzioni pensa capaci di sostituire questi inutili, stupidi (perchè) progetti di carretti a ruote?

Vede, certamente il suo cavallo, come ogni altro animale e pianta - forse anche sasso - ha e manifesta intelligenza in qualche forma ed all’uomo si è soliti riconoscere quella più completa e superiore.

Chiamarlo VI-Veicolo Intelligente® potrabbe apparire presunzione ma Le assicuro in tutta umiltà che questo è il mio primo abbiettivo, inteso come realizzazione di un veicolo razionalmente valido per una tipologia di utilizzo.

La conoscenza e l’esperienza accumulata mi insegnano però che per quanto intelligente sia, risulterà sempre invendibile a sufficienza per realizzare un successo commerciale, qualora il suo design sia incapace di incontrare il gusto estetico del mercato, poichè è il piacere che supera oggi di gran lunga l’intelligenza.

Analogo ragionamento faccio in relazione alla carenza di differenziazione.

Capirà dunque facilmente perchè resterò in attesa delle Sue risposte confermandoLe l’interesse al dialogo serio, non già alla stupidità che fa solo perdere tempo.

Relativamente al That’s the point, come avrà visto, non è mio ma del Sig. Tavella e non riesco a capire in che ottica l’abbia inquadrato per riportarlo.

Grazie di nuovo

Sergio Capraro
 
Ora è stato chiaro e gli interventi si commentano da soli; non è affar mio intervenire.
 
Caro Giovanni.

Grazie per l’intervento che dimostra serietà.

Premesso l’interesse ad approfondire la conoscenza dei progetti da Lei citati, gradirei leggesse i miei reportages, al fine di comprendere l’ottica nella quale inquadro la problematica del trasporto autonomo.

VI-Veicolo Intelligente® non è niente di quel che Lei ipotizza ed un esame franco dai suoi bisogni e tecnicamente attento di ciò che d’impatto Le appare brutto e semplicistico, glielo avrebbe fatto certamente capire.

Premesso che di un rendering iniziale si tratta e che il design finale recepirà tutti "i movimenti di forma" necessari a rendere il veicolo più piacevole - gusti a parte - questo progetto risponde, come detto, alla necessità di soddisfare il bisogno di movimentazione a corto raggio e lo fa in maniera ottimale.

In città bastano autonomie di 50 Km.

In città si tende al limite dei 30 Km/h.

Queste semplici considerazioni che credo Lei debba condividere rispondono già alle sue osservazioni anzi, rendono evidente, come tutte le attuali proposte dell’automotive spacciato per ideale di questo segmento, configurino in realtà l’espressione estrema della risposta industriale sempre più assurda, ad un mercato consumista con alta capacità di spendere detenuta da taluni.

Leggendomi, potrà anche vedere come sia perfettamente in sintonia con Lei nel riconoscere nella sua attuale Polo 1,4 TDI un’eccellente risposta ai suoi bisogni.

La trazione elettrica o mista come sin qui configurata, diversamente, in generale non lo è per nessuno e ne ho spiegato le ragioni.

L’auto full use del prossimo futuro sarà infatti molto diversa; con ogni probabilità si ritornerà al telaio, ad una cellula in CFRP e ad esterni in plastica, con quattro motori sulle quattro ruote.

Anche allora però, penso che il mio progetto sopravviverà per la semplicità della sua ispirazione assolutamente originale e razionale sotto ogni saggio punto di vista.

Il non dire assolutamente un bel niente su quel che ho studiato, salvo manifestare gradevoli e logiche intenzioni, non corrisponde quindi a verità quanto alla necessità di ottenere pareri preziosi come il suo prima di avviare le fasi di maggior investimento.

Per definizione dunque, la mia idea non soddisfa i suoi bisogni, quanto meno l’attuale e, se mi permette un consiglio, stia alla larga dalle odierne proposte di elettrico, salvo regalie peraltro poco probabili.

InvitandoLa considerare i dettagli, mancanti per giusta tutela dell’originalità dell’iniziativa, preciso in 3.000 Euro la stima del prezzo di vendita di VI-Veicolo Intelligente®.

Buona serata

Sergio Capraro
 
Caro Giovanni.

Non ricordavo i progetti da Lei gentilmente citati che ho rivisto sul web.

In Svizzera, diversamente da noi, ricerca e scuola sono legati ed ai primi posti dell’interesse nazionale, al punto che all’insegnante è riconosciuto la seconda posizione-valore in termini di status e rispetto sociale.

Avevo già visto alcune loro realizzazioni anche perchè mio figlio, volendo trovare lavoro, risiede in quel paese certamente bello ma le cui condizioni climatiche, l’alta efficienza ed i rapporti interpersonali, risultano talmente insopportabili da posizionarlo al secondo posto in termini di tasso suicidio.

Considerazioni socio-politiche a parte, ho visto come trattano lì i ricercatori e come la ricerca sia finalizzata all’immediato sviluppo industriale del prodotto.

Da queste coindizioni, unite al primato mondiale da sempre riconosciuto a questa piccola federazione in termini di gestione del denaro, non possono che derivare idee originali e, come avrà visto, anche piuttosto costose.

Credo che realizzare progetti tipo Peraves/Tracer e Acabion/GTBO, comporti già allo stato in cui sono, investimenti dell’ordine delle decine di milioni di euro e, dovendoli gestire, non li spenderei in tali direzioni poichè esistono idee alternative che hanno a mio avviso maggiori garanzie di incontrare le esigenze prossime future.

VI-Veicolo Intelligente®, come Le dicevo, è tutt’altra cosa sotto ogni punto di vista ed anche il suo investimento è più di un ordine di grandezza inferiore con attese in termini di probabilità di successo molto superiori, poichè non va minimamente a toccare il settore dell’automotive che come Lei ben sa oggi è business sempre più difficile e per pochi.

I principali attori dell’automotive hanno parimenti allo studio proposte analoghe a quelle da Lei suggerite.

Questa, certamente, è la mie opinione, ma dall’esperienza acquisito non mi metterei mai in mercati che hanno soglie di ingresso impressionanti e da tempo palesi difficoltà di sopravvivenza.

Se Le interessa approfondire questi argomenti mi troverà comunque ben disponibile; spero lei possa capire però che non sono discorsi da reportage.

Grazie di nuovo e buona giornata.

Sergio Capraro
 
   
L’Italia e la sua strategia solare fotovoltaica vista dall'estero
Questo veicolo è dotato di ca. 1,2 KWh di riserva energetica per soddisfare altre 100 Km di spostamento.

Il mondo INSEGUE la GRANDEUR e l’industria non può che assecondare tanta fame di apparire sempre più forti e potenti, nell’opulenza dell’accessorio più inutile e nell’esibizione della comodità più sfarzosa, poichè questi sono per lo più i riconosciuti indici dello status della persona piuttosto che il suo essere.

Se vuoi "auto" che ti facciano apparire grande ed in posizione dominante, vedi il successo dei SUV, eccoti accontentato dal poter guidare un camion, godendo però del confort e delle soddisfazioni emotive, che solo la potenza può dare.

Con un pò di conoscenza sarebbe facile precisare che non è tanto il valore assoluto di questra grandezza capace di indurci l’adrenalina, quanto un basso rapporto massa/potenza...ma questo, interessa ancora?

...ed a quanti?

Ebbene, siffatti veicoli e buona parte dei circolanti, ci trasporta seduti su macchine che seppur realizzate con ottime tecnologie di risparmio, soddisfano dati di progetto diametralmente opposti alla green philosofy.

SUV e Smart in famiglia, esemplificano e riassumono bene quanto sto scrivendo.

Se il tuo status non può permetterlo c’è il credito e se poi ti devi accontentare di un’auto sola, non potrai che usare il tuo similcamionferrari anche nelle zone 30 cittadine.

E con tante ciclabili, marciapiedi, dissuasori, divisori, aiuole, roundabout...spesso puri deliri per guadagnar consensi, dovrai aumentare l’attenzione, stressarti nell’impegno affinchè, d’un tratto, l’orrore di aver fatto male a qualcuno, non ti ritrovi disperato di tanta superficialità cui sei incorso.

Non ci si deve dunque chiedere quale sia il punto perche è sin troppo chiaro, a patto che non si voglia ignorarlo.

Dobbiamo aver la forza di denunciare tante contraddizioni.

Stamane chiedevo spiegazioni ad un vigile che allargando le braccia mi ha detto ha ragione: il codice dice una cosa, l’amministrazione realizza opere in palese contraddizione con sicurezza e legge, e sembra che nessuno possa farci nulla pur riconoscendolo.

Limitandoci ai veicoli, come più volte detto, prima di tutto la MASSA che SERVE per garantire Sicurezza e Durabilità in funzione della Velocità che SERVE.

Elettrico o endotermico, in confronto, sono dettagli.

La soluzione dei problemi è dentro di noi: indaghiamoci, ascoltiamoci e se la maggior parte delle risposte tenderanno all’umiltà ed al ritorno ai valori perduti, allora sarà cambiamento!

Buona serata

Sergio Capraro
 
Egregio Signor Jacopo Dalla Bona.
Le sue considerazioni sono per me molto importanti; ottenere commenti, opinioni e suggerimenti, è come detto il mio obbiettivo quindi grazie anzitutto.

Affinchè possa comprenderle e trarne utilità, Le chiedo di voler cortesemente chiarire i tre punti seguenti cui mi sembra possa essere ricondotto il suo intervento.

A. Lei ritiene il design non intelligente ed impresentabile: perchè? può o sa far di meglio? può, remuneratamente s’intende, propormi qualcosa di più valido?

B. Può spiegarmi dove questo rendering solo in apparenza possa sembrare rivoluzionario ed in forza di quale teoria sia invece simile a qualsiasi altra auto prodotta o lavori proposti?

C. Può suggerirmi a quali soluzioni pensa capaci di sostituire questi inutili, stupidi (perchè) progetti di carretti a ruote?

Vede, certamente il suo cavallo, come ogni altro animale e pianta - forse anche sasso - ha e manifesta intelligenza in qualche forma ed all’uomo si è soliti riconoscere quella più completa e superiore.

Chiamarlo VI-Veicolo Intelligente® potrabbe apparire presunzione ma Le assicuro in tutta umiltà che questo è il mio primo abbiettivo, inteso come realizzazione di un veicolo razionalmente valido per una tipologia di utilizzo.

La conoscenza e l’esperienza accumulata mi insegnano però che per quanto intelligente sia, risulterà sempre invendibile a sufficienza per realizzare un successo commerciale, qualora il suo design sia incapace di incontrare il gusto estetico del mercato, poichè è il piacere che supera oggi di gran lunga l’intelligenza.

Analogo ragionamento faccio in relazione alla carenza di differenziazione.

Capirà dunque facilmente perchè resterò in attesa delle Sue risposte confermandoLe l’interesse al dialogo serio, non già alla stupidità che fa solo perdere tempo.

Relativamente al That’s the point, come avrà visto, non è mio ma del Sig. Tavella e non riesco a capire in che ottica l’abbia inquadrato per riportarlo.

Grazie di nuovo

Sergio Capraro
 
Ora è stato chiaro e gli interventi si commentano da soli; non è affar mio intervenire.
 
Caro Giovanni.

Grazie per l’intervento che dimostra serietà.

Premesso l’interesse ad approfondire la conoscenza dei progetti da Lei citati, gradirei leggesse i miei reportages, al fine di comprendere l’ottica nella quale inquadro la problematica del trasporto autonomo.

VI-Veicolo Intelligente® non è niente di quel che Lei ipotizza ed un esame franco dai suoi bisogni e tecnicamente attento di ciò che d’impatto Le appare brutto e semplicistico, glielo avrebbe fatto certamente capire.

Premesso che di un rendering iniziale si tratta e che il design finale recepirà tutti "i movimenti di forma" necessari a rendere il veicolo più piacevole - gusti a parte - questo progetto risponde, come detto, alla necessità di soddisfare il bisogno di movimentazione a corto raggio e lo fa in maniera ottimale.

In città bastano autonomie di 50 Km.

In città si tende al limite dei 30 Km/h.

Queste semplici considerazioni che credo Lei debba condividere rispondono già alle sue osservazioni anzi, rendono evidente, come tutte le attuali proposte dell’automotive spacciato per ideale di questo segmento, configurino in realtà l’espressione estrema della risposta industriale sempre più assurda, ad un mercato consumista con alta capacità di spendere detenuta da taluni.

Leggendomi, potrà anche vedere come sia perfettamente in sintonia con Lei nel riconoscere nella sua attuale Polo 1,4 TDI un’eccellente risposta ai suoi bisogni.

La trazione elettrica o mista come sin qui configurata, diversamente, in generale non lo è per nessuno e ne ho spiegato le ragioni.

L’auto full use del prossimo futuro sarà infatti molto diversa; con ogni probabilità si ritornerà al telaio, ad una cellula in CFRP e ad esterni in plastica, con quattro motori sulle quattro ruote.

Anche allora però, penso che il mio progetto sopravviverà per la semplicità della sua ispirazione assolutamente originale e razionale sotto ogni saggio punto di vista.

Il non dire assolutamente un bel niente su quel che ho studiato, salvo manifestare gradevoli e logiche intenzioni, non corrisponde quindi a verità quanto alla necessità di ottenere pareri preziosi come il suo prima di avviare le fasi di maggior investimento.

Per definizione dunque, la mia idea non soddisfa i suoi bisogni, quanto meno l’attuale e, se mi permette un consiglio, stia alla larga dalle odierne proposte di elettrico, salvo regalie peraltro poco probabili.

InvitandoLa considerare i dettagli, mancanti per giusta tutela dell’originalità dell’iniziativa, preciso in 3.000 Euro la stima del prezzo di vendita di VI-Veicolo Intelligente®.

Buona serata

Sergio Capraro
 
Caro Giovanni.

Non ricordavo i progetti da Lei gentilmente citati che ho rivisto sul web.

In Svizzera, diversamente da noi, ricerca e scuola sono legati ed ai primi posti dell’interesse nazionale, al punto che all’insegnante è riconosciuto la seconda posizione-valore in termini di status e rispetto sociale.

Avevo già visto alcune loro realizzazioni anche perchè mio figlio, volendo trovare lavoro, risiede in quel paese certamente bello ma le cui condizioni climatiche, l’alta efficienza ed i rapporti interpersonali, risultano talmente insopportabili da posizionarlo al secondo posto in termini di tasso suicidio.

Considerazioni socio-politiche a parte, ho visto come trattano lì i ricercatori e come la ricerca sia finalizzata all’immediato sviluppo industriale del prodotto.

Da queste coindizioni, unite al primato mondiale da sempre riconosciuto a questa piccola federazione in termini di gestione del denaro, non possono che derivare idee originali e, come avrà visto, anche piuttosto costose.

Credo che realizzare progetti tipo Peraves/Tracer e Acabion/GTBO, comporti già allo stato in cui sono, investimenti dell’ordine delle decine di milioni di euro e, dovendoli gestire, non li spenderei in tali direzioni poichè esistono idee alternative che hanno a mio avviso maggiori garanzie di incontrare le esigenze prossime future.

VI-Veicolo Intelligente®, come Le dicevo, è tutt’altra cosa sotto ogni punto di vista ed anche il suo investimento è più di un ordine di grandezza inferiore con attese in termini di probabilità di successo molto superiori, poichè non va minimamente a toccare il settore dell’automotive che come Lei ben sa oggi è business sempre più difficile e per pochi.

I principali attori dell’automotive hanno parimenti allo studio proposte analoghe a quelle da Lei suggerite.

Questa, certamente, è la mie opinione, ma dall’esperienza acquisito non mi metterei mai in mercati che hanno soglie di ingresso impressionanti e da tempo palesi difficoltà di sopravvivenza.

Se Le interessa approfondire questi argomenti mi troverà comunque ben disponibile; spero lei possa capire però che non sono discorsi da reportage.

Grazie di nuovo e buona giornata.

Sergio Capraro
 
   
Stazioni Induttive di ricarica per veicoli elettrici: ricarica senza fili
Quante meraviglie!

Cosa ci sia dietro l’angolo è sempre di dubbia conoscenza.

Il fenomeno induttivo non è certo novità, così come Google possa e debba fare di tutto per promuovere e mantenere ad altissimo livello la propria immagine.

Se trasferire energia con potenze interessanti sfruttando l’induzione avesse rendimenti simili ed assenza di svantaggi come qui si configura, mi domando perchè non abbia già ispirato le numerossime esigenze applicative che lo richiedono.

Buona giornata

Sergio Capraro
 
   
Uscire dalla religione della crescita economica e il caso Grecia
Caro Beppe il mio penisero lo conosci ed uno dei miei motti anche.

Colgo l’occasione per chiarire il "recessione è bello" con "l’incremento generalizzato del PIL, oltre che stupido è impossibile".

Ciao e buona giornata

Sergio Capraro
 
Non si può e non è facile entrare nei dettagli in questa sede, soprattutto con la sicurezza di essere sufficientemente chiari quindi potenzialmente comprensibili.

Alcuni sostengono e predicano che da sempre sia volutamente e per convenienza impostata un’economia sul debito, che potrebbe essere sostituita dal suo esatto opposto fondato sul credito, con risultati migliori.

Certo è che il denaro - per cui il più delle persone tanto suda - è ormai "convenzione" che negli anni si sta sempre più distillando in purezza.

Nella virtualità del suo valore pertanto, sta la fonte di un’enorme potenzialità distruttiva, tipo quella che ci ha recentemente travolto.

Sberle che lasciano il segno, intontiscono così a lungo, da scoprirci oncor oggi gravemente e forse permanentemente malati.

Credo che nessuno qualche anno fa potesse immaginare la potenza di questi spari e purtroppo, sembra che taluni anche in questi giorni si pensino ancora furbi nel poterli sfruttare, senza restare essi stessi scottati.

Il mondo è bello perchè è vario si diceva e si dice; senza cultura, conoscenza e coscienza, come anche tu sostieni, diventerà sempre più, solo avariato.

"Eppur si muove" e, come vedi dalle corse di questi giorni, questo credo fortunatamente resta valido per alimentare la fede della speranza.

Buona serata

Sergio Capraro
 
Mi riferisco tra l’altro, al "signoraggio", quindi nessuna relazione con quanto hai interpretato.

Grazie

Sergio Capraro
 
Alle scie chimiche non ci credo ma al potere dato dalla virtualità di una moneta che è sempre più il risultato di click e registrazioni digitali ci credo eccome.

La ragione è molto semplice e sta nel diverso rapporto di forza esistente tra chi può cliccare e chi no.

Grazie comunque per le segnalazioni che ho letto.

Sergio Capraro
 
   
Cina fra crescita economica, profitti e rifiuti: quale speranza?
...e chi prima meno aveva ora umanamente auspica avere di più...

Mi piace scriverlo per combattere l’ignorante pregiudizio.

Tutto vero?

Certo che lo è, così come è in parte l’effetto Cina ed altri, ad averci messo in ginocchio anche dal punto di vista economico.

Credo che la Cina abbia anche recentemente tolto agli USA il primato della spesa in armamenti.

Il reportage e queste poche, semplici riflessioni rendono perfettamente a mio avviso l’idea di come vada da sempre il mondo.

Che si può fare dunque con chi ricalca le orme dell’imperfezione umana?

Difficile...l’unica filosofia valida resta forse perseguire il dialogo ad altranza, mettendo però al primo posto la propria coscienza.

Buon pomeriggio

Sergio Capraro
 
   
L’impatto ambientale delle lampadine LFC a basso consumo
E’ proprio vero: più si conosce e più le scelte si complicano, allontanandoci dalla superficiale certezza di essere nel giusto e dell’avere operato bene.

Forse è questa la ragione per cui spesso le sorti del bene comune risultano affidate a chi non ha dubbi o non dimostra averli, proclamando a gran voce sicurezze, da ignorante, stolto o inetto quale in realtà è.

La lampada fluorescente compatta(LFC) - nata sulla base dei principi del noto tubo al neon sulla spinta del primo shock petrolifero del 1970 - se priva di un apposito dispositivo di controllo elettronico, presenta per ragioni costruttive anche limiti alla durabilità in termini di ciclo di lavoro.

Oltre le quattro accensioni/spegnimenti giornalieri, si può ragionevolmente pensare che venga a cessare la convenienza economica di queste soluzioni nei confronti di quelle a filamento.

Proporre argomenti e discuterli, nell’intento di comprenderli al meglio, è l’unico rimedio per affrancarsi dalla tristezza ormai giunta a drammatica improbabilità di sopravvivenza che stiamo vivendo.

Grazie quindi all’autore del post per avermi dato l’opportunità di ribadirlo.

Buona giornata

Sergio Capraro
 
   
Petrolio da sabbie bituminose: il pianeta può aspettare
Perchè continuare così?

Semplice: perchè c’è bisogno, perchè si chiacchera ma pochi fanno a meno e chi di meno prima aveva ora umanamente auspica avere di più!

Le sands oil non sono una novità ma con oro nero di miglior qualità, disponibile in quantità ed a buon prezzo, non era conveniente fino a poco tempo fa sfruttarle.

C’è stata una vera e propria migrazione umana per la buona offerta di lavoro nelle zone menzionate; lì, si sono trasferite moltissime persone quasi come ai tempi della corsa all’oro.

Certamente il ciclo di affinazione per ottenere del buon petrolio è più costoso ed inquinante, ma prima di svilire banalmente qualsiasi cosa, credo sia doveroso approfondire ogni suo aspetto e, parlando di energia, chiedersi cosa e quanto consumiamo in relazione a di cosa e quanto disponiamo.

Il discorso è lungo, ma se le riserve di petrolio sembrano contraddire chi le dava ad oggi quasi per finite, è proprio grazie allo sviluppo della tecnologia che rispondendo al mercato, rende via via concorrenziali perforazioni sempre più profonde così come sfruttare ciò che un tempo poteva essere considerato scarto.

Un prezzo da pagare, è bene ricordarlo, c’è sempre.

Senza volontà polemica ma per completezza di informazione ed invitare alla riflessione personale.

Buona serata

Sergio Capraro
 
   
Veicoli elettrici: le emissioni di CO2 legate alla produzione
La verità è difficile da scoprire anche quando ci si interessa e di certo l’infotainment non aiuta.

Qualcosa comunque, un pò alla volta e magari forzatamente appare, concedendo la possibilità di capire anche a chi di tecnica ignora.

Riporti bene caro Fernando:

all’"intero ciclo di una trasformazione" si deve fare riferimento valutando bene ciascuna fase che lo compone sia che di inquinamento o di consumo energetico o di altro si voglia discutere.

Come più volte detto quindi, non a fasi di ciclo parziale, che permettono di spostare la coperta dove si vuol coprire evidenziando solo ciò che per convenienza deve apparire.

I bilanci energetici, di emissioni inquinanti così come quelli economico-finanziari dovrebbero essere cosa estremamente sincera altrimenti...abbiamo già intravisto il disastro del fare diversamente.

A proposito...mi pare che in argomento ci sia anche un post sui biocarburanti...

Ripeto: ma se tutti questi incentivi fossero stati spesi bene dove saremmo?

Già, però questo è altra cosa, magari anche possibile se di tecnica un pò di più tutti si conoscesse.

Un saluto

Sergio Capraro
 
   
Green baby: pannolini lavabili vs pannolini usa e getta
Complimenti per l’analisi.

Normalmente ogni "pronto" che non costa fatica ovviamente costa in qualcos’altro, basti pensare anche alle analoghe proposte alimentari cui talvolta non serve nemmeno una ravvivatina in microonde.

Rilevo che non sono state considerate componenti di costo molto importanti quali la manodopera e gli ammortamenti dei mezzi di produzione solo per sottolineare che la donna - cosiddetta di casa o casalinga - lo stipendio se lo guadagna ogni giorno.

Pari considerazioni e complimenti ovviamente anche ai maschi che a/anche a tali attività si dedicano.

Buona giornata
Sergio Capraro
 
   
Twizy Renault: micro city car elettrica 2 posti
Caro Fernando.

Mi fa piacere che ti piacciano i veicoli elettrici e mi auguro tu abbia potuto leggere i reportages relativi.

Visto che sei un disegnatore meccanico potrebbe anche farti piacere collaborare ad un progetto molto più serio, che realmente configura una soluzione responsabile alla mobilità urbana.

Nello specifico, non vedo come si possa ritenere energeticamente valida questa come altre soluzioni che di nuovo non hanno nulla, mantenendo un’impostazione tradizionale fatta di masse elevatissime (450 Kg + batterie) e potenze esuberanti rispetto le necessità.

Risorse ed energie che si mantengono quindi a mio avviso mal spese, con l’aggravante di corrispondere ad una riduzione importantissima dei volumi trasportabili (tipo Smart per intenderci salvo che quest’ultima almeno due persone le trasporta comodamente).

Se dai un’occhiata al costo del noleggio delle batterie potrai anche scoprire cosa ci stia dietro al pagare "relativamente" poco questo veicolo.

Al solito però, nel contesto delle assurdità di questo mondo moderno, perseverare nella direzione sbagliata potrebbe anche continuare ad essere la scelta obbigata per ottenere successo nelle vendite.

Disponibile ad ogni chiarimento.

Con simpatia.

Sergio Capraro
 
Sì, ci possono essere.

Forse, è anche bene precisare l’invito che ho proposto.

Se vi piace la trazione elettrica, informo che stiamo sviluppando una gamma di EV studiati per rispondere adeguatamente alle diverse esigenze di mobilità: ubana ed a medio raggio.

Diversamente dalla scelta di un’impostazione costruttiva tradizioanale operata dai grandi marchi dell’automotive, questo progetto assume "il risparmio energetico e l’autogenerazione" quali obbiettivi dominanti.

Si tratta inoltre di una attività parzialmente aperta per cui, secondo le professionalità specifiche, chi fosse appassionato ed interessato a svolgere ruoli diversi da quello del consumatore, può candidarsi.

Risparmiare sull’acquisto ed altre convenienze, costituiscono necessariamente gli altri target considerati per garantire il successo di questa iniziativa.

Sergio Capraro
 
   
Gli anni Settanta e la critica alla crescita economica - parte 1
Ciao Giuseppe.

Credo che questo tuo intervento metta in dubbio non tanto la correlazione assoluta PIL=Sviluppo quanto Sviluppo=Miglioramento.

Al tempo illuminato in questa direzione da ciò in cui mia figlia crede, sostiene ed argomenta non solo per gli approfondimenti del master in SOAS, penso che i recenti eventi azzerino ogni dubbio sulla necessità di sostituire o quantomeno affiancare il PIL con altri indicatori (ce ne sono di studiati ed indagati) più veritieri.

Certamente infatti, lo strafogarsi di benessere in un contesto che allontana sempre più dalla sua paritaria distribuzione tra i simili, necessita di correzioni alle aberrazioni del capitalismo che lo rendono tutt’ora il male minore.

Di troppo e dissennato mangiare, al solito si muore, così come del troppo poco e forse sfamare quaranta miliardi di persone oltre che impossibile non deve nemmeno rappresentare un obbiettivo razionale.

E poichè è la disponibilità energetica che determina lo sviluppo economico-produttivo, risparmiamola questa Energia, almeno finchè scienza e razionalità non ci permettano una programmazione diversa.

Sergio
 
Caro Giuseppe.

Sono perfettamente in sintonia: lo "sporco" non è tanto il colore del non-pulito, del non-sano da spazzar via tinteggiando tutto di verde poichè quest’ultimo, rappresenta solo una delle specifiche tecniche di una vernice che anzitutto deve essere "antibatterica".

Poichè i batteri indotti sono tanti, è necessaria anche la prestazione “ ampio spettro” ed un dosaggio-miscelazione dei componenti talmente raffinato da non far morire il malato rimediandogli la malattia.

Complimenti per l’analisi, la precisione, la praticità e l’entusiasmo.

Condivido pienamente la strategia dell’intervento pluricampo, insieme alla tristezza del pensare - visto come vanno le cose - che rimediare sarà molto difficile poichè di sviluppo personale, di crescita individuale ed interiore si tratta.

L’unico vero investimento che non può mai tradire e che da tutti dovrebbe essere ambito!

Il valore di sé, della propria testa; da tradursi in azioni e comportamenti affinchè non risulti falso quindi sterile per l’incapacità di produrre risultati-cambiamenti comportamentali.

Un investimento che però costa molto impegno, in cui è facile sentirsi parte attiva illudendosi solamente.

Per nulla incentivato ed astutamente ignorato da chi dovrebbe promuoverlo, perchè contrario all’interesse delle piccola parti.

Nel dettaglio dell’elenco, sposterei il punto due al primo posto ricomprendendo nel corretto subordine anche la cultura umanista ed il terzo al secondo così che sia possibile conseguirlo.

La transazione risulterebbe così logica conseguenza affrancata da fedi di qualsiasi natura: religiose o politiche che sia.

Vivere con il denaro in un mondo cosciente o “green” è certamente conveniente e possibile.

Per questo scrivo.

Buona giornata

Sergio Capraro
 
   
Il motore elettrico - considerazioni
Hai perfettamente ragione: spesso penso se piuttosto che ogni giorno più necessario, appartenga già al passato il tempo in cui si poteva porre rimedio.

La speranza però è d’obbligo anche perchè come sempre tutto tende al naturale equilibrio cui in qualche modo comunque si arriva.

Quindi rimboccarsi le maniche o pedalare se si preferisce.

Nel merito, ti ringrazio per l’interesse e per il quesito cui, fatto salvo ulteriori approfondimenti, risponderei brevemente così.

Anche se Lavoro o Energia sono misurati nell’identica unità che nel sistema SI è il [J] Joule così come per la Potenza è il [W] e dunque a parità di componente scalare sono da ritenersi equivalenti, non lo sono nelle diverse forme, in termini di rendimento possibile delle potenziali trasformazioni.

Si è soliti infatti qualificare tali grandezze con il termine "più o meno pregiate", proprio per l’attitudine che una specifica forma energetica dimostra nell’essere trasformata in un’altra con minore o maggiore perdita.

L’energia meccanica come l’elettrica sono tipicamente pregiate mentre il calore o energia termica che dir si voglia lo è solo se utilizzata tal quale e diventa non pregiata qualora la si utilizzi per ricavare lavoro meccanico trasformandola in qualche modo.

Perchè un motore elettrico o un generatore elettrico o una macchina elettrica tipo trasformatore ecc. hanno rendimenti elevati?

Logicamente perchè l’imput è dato da energia pregiata: elettrica o meccanica.

Perchè la migliore soluzione per produrre energia elettrica (ciclo combinato o misto gas-vapore) delle moderne centrali termoelettriche arriva all’eccellente rendimento del 60% ma nulla ci è dato fare oltre?

Ovvio poichè l’imput è energia chimica o se preferisci calore; l’energia termica prodotta dal processo di combustione che è notoriamente poco pregiata perchè successivamente oggetto di trasformazione in lavoro meccanico.

Le ragioni di queste affermazioni sono indagate specificatamente dalla disciplina della termodinamica.

E’ noto che i motori elettrici "scaldano" anzi spesso la causa dela rottura è la fusione degli avvolgimenti.

Ebbene le perdite meccaniche difficilmente in una qualsivoglia macchina superano il 10%ma come hai ben detto è il calore generato dall’effetto Jaule oltre che le inefficienze elettromagnetiche a contribuire in misura discreta nel ridurre il rendimento globale.

Non è forse l’effetto Jaule che si sfrutta per riscaldare l’acqua dello scaldabagno, l’aria del phon, l’aria di casa...?

Energia pregiata elettrica (o secondaria perchè in natura sostanzialmente non esiste) trasformata in calore e quanto calore!

Pensiamo ai forni elettrici per la fusione e l’affinazione dell’acciaio.

Se il mtore elettrico gira al regime di rate queste perdite saranno limitate e l’equilibrio termico ottimizzato.

Ma se vuoi coppia devi dare corrente e se dai corrente otterrai calore.

Questo calore può essere talmente elevato che tipicamente i motori cosiddetti di coppia o torque motors sono raffreddati a liquido come lo sono gli endotermici.

Un’ultima cosa dato che siamo in argomento.

EE-motore elettrico-energia meccanica di trazione: sulla base di tale ciclo potremmo parlare di rendimenti del 75%?

Combustibile Fossile-ee-motore elettrico- energia meccanica di trazione: sulla base di tale ciclo potremmo parlare di un rendimento del 45%? (60x0,75).

Qual’è quello giusto?
Qual’è l’inquinamento giusto?

Grazie e buona serata.

Sergio Capraro
 
   
Fermare l’incremento progressivo di utilizzo di energia è possibile?
Risparmio: il tema è determinante perchè il più valido tra tante chiacchere.

Ho già avuto modo di scrivere che di fronte all’Energia bisogna levarsi tanto di cappello e per farlo, bisogna essere sufficientemente consapevoli quindi colti.
La società cosiddetta sviluppata comporta invece nella massa, la tendenza a faticare meno, godere tanto e a svilire i valori di cui la conoscenza fa parte.

Premesso questo, pur sperando in un ravvedimento nel senso che l’articolo auspica, non lo credo possibile e men che meno su base pacifica sfruttando gli ipotizzati strumenti teorici e pratici dichiarati disponibili.

I perchè?

1. Gestione: nonostante da molte parti arrivi il segnale che il PIL non è l’indicatore di riferimento migliore non esiste cenno a cambiarlo. Non c’è nemmeno l’intelligenza di capire che continuare a programmare un’economia sullo sviluppo è già da tempo sbagliato poichè ulteriori incrementi,spero nell’errore, non ci saranno almeno per i paesi che già lo detengono. Occupazione e lavoro dunque sperando che...è pura idiozia e l’uomo così è destinato a perdere la sua principale fonte di dignità! Da tempo vado dicendo che un’accorta politica dovrebbe programmare sulla decrescita al motto di "recessione è bello". Invece il budget dell’anno a venire fino all’ultimo intervento, si faceva incrementando il precedente disponibili anche allo sperpero in volata affinchè questo fosse totalmente rispettato a livello di costi.

2. Credi: essere progressisti, essere bravi, buoni e magari di chiesa, impone estendere il benessere a tutti, vivere più a lungo ed in salute come fedi o assiomi in relazione al quali c’è solo da vergognarsi riflettendo, affermare il contrario, che così non possa essere riconoscendo la verità che per chi sta meglio molti altri stanno peggio e che le risorse per il meglio per tutti non ci sono. Difendere l’incremento demografico e la vita ad oltranza abbreviano la fine pure essendo encomiabili.

3. Forza e diritti: chi ha più forza può far valere il proprio diritto nei confronti di chi ne ha meno. Chi mai potrà dunque impedire dall’alto del proprio star bene che altri li imitino? Come possono esistere dubbi sulla realtà che vede crollare grandi paesi di fronte anche a minimi aumenti di benessere di paesi ex in via di sviluppo?
Come non vedere che viaggiare credendosi verdi può togliere il pane di bocca, anche quel poco necessario alla vita?

Parlare della realtà rattrista.
Mi auguro vogliate apprezzare queste volutamente semplici considerazioni come proposte di riflessione utili a stimolare la discussione ed il confronto necessari a promuovere la coscienza individuale; l’unica che ha a mio avviso la possibilità di cambiare tendenze e comportamenti da morte sicura.

Comunque sia, se non ci si riuscirà benevolmente, lo stesso risultato sarà raggiunto come è sempre stato forzatamente con sofferenze maggiori perchè tutto tende comunque all’equilibrio.

Meglio sarebbe, volendo il buon Dio, farci immediatamente trovare nuova Energia a basso costo o nuovo buon senno comune in tutta la terra poichè certamente il ritrovarlo a gruppi non giova.

Ricerchiamo dunque, riscopriamo la bellezza del far fatica per costruire, per conoscere, per vivere i valori di cui l’intelligenza razionale è forse il più importante.

Su queste basi domandiamoci cosa e da dove venga l’Energia e quanto sia importante, capendo anzitutto che l’Energia si risparmia perchè è fonte di vita.

E anche se risparmiarla vuol dire combattere contro noi stessi, contro la natura che speso ci porta ad agire dissennatamente solo per apparire, facciamolo.

Buon pomeriggio.

Sergio Capraro
 
   
Il ritorno della fusione fredda
Fusione Calda o Fredda che sia sono molto scettico ma non stupido.

Scetticissimo sulla validità a livello industriale della tecnologia calda tipo Iter a 100.000.000 di gradi.

Scetticino sulla tecnologia calda per diversa via tipo concentrazione di grande energia laser.

Scettico a breve su ogni altro tentativo.

Non stupido perchè spero proprio che ci si arrivi: il mondo ne ha tanto bisogno.
 
   
Rubbia, abbandonare il nucleare ed investire sul solare a concentrazione
A parte alcune inesattezze descrittive e le difficoltà tecnologiche ancora presenti, in questa tecnologica confido anch’io.

Permangono problematiche relative all’accumulo dell’energia termica catturata ed all’impiego dei sali altofondenti accompagnate dalla difficoltà di supplire la mancanza di acqua (fluido motore e di raffreddamento identico a quello di qualsiasi centrale termoelettrica classica funzionante sulla base del "ciclo Rankine") propria delle zone che per ubicazione consentono efficacia ed efficienza migliori.

Come detto in altre occasioni inoltre queste aree privilegiate pur appartenendo al mondo, alla terra in cui l’essere umano vive, non appartengono all’umanità.

Questo aspetto socio-politico che implica specifiche "proprietà" non è certamente trascurabile.

Sergio Capraro
 
   
Spray fotovoltaico, l’eco invenzione che rivoluzionerà il mondo
Credo che questo "spray" profumi più di laboratorio/ricerca che di tecnologia/applicazione industriale.

Una cosa che mi sembra più concreta è la disponibilità sul mercato già da questo settembre ed anche in europa di vetri per finestre con effetto fotovoltaico e trasparenza garantita intorno al 90%.

Questo non dve stupire considerato che il film flessibile è realtà ed i polimeri sono normamente previsti nei multistrato.

Chi è il produttore?
Una nota azienda cinese, naturalmente!

Con simpatia

Sergio Capraro
 
   
L’uso scorretto delle tecnologie ecologiche porta ad un aumento dei consumi
Ricerche, studi, indagini...è proprio difficile restare a galla! Ne esistono a iosa e spesso poco a ragione specie nel campo del risparmio energetico/verde dove come dicevo, molta informazione è gestita ad arte per soddisfare precisi interessi.

Ciò premesso, quanto ho appena letto mi appare esagerare nella direzione opposta trasformando al solito in assiomi, verità che tali sono solo nel contesto della conoscenza approfondita, indispensabile per gestirne la corretta applicazione.

Ecco dunque che sfruttando l’ignoranza ovvero una conoscenza superficiale, risulta agevole utilizzare "verità parziale" per configurare vera e propria menzogna, promuovendo il falso al posto del vero.

Velocemente un esempio per tutti: "Secondo lo studio gli effetti si vedono anche e soprattutto a livello industriale: una fabbrica di acciaio che riesce ad aumentare l’efficienza energetica, ad esempio, tenderà a tradurre il vantaggio in minori costi dell’acciaio, con l’inevitabile conseguente aumento della domanda di acciaio!"

Merita più di una annotazione; per brevità la più rilevante.

Che in economia esista questa famosa e classica correlazione prezzo/domanda per cui ad un aumento del costo del bene/servizio corrisponde (peraltro solo per certe tipologie di beni) una riduzione della domanda e viceversa è vero, ma che inevitabilmente la riduzione dei costi comporti un aumento della produzione è falso.

Si potrebbe invece riflettere su di un importante aspetto dell’Energia e cioè sul fatto che la sua disponibilità determina lo sviluppo della società di livello tanto più elevato quanto più "tecnicamente buona/pregevole".

Sergio Capraro
 
   
Volvo V60 Plug-in Hybrid - prima diesel ibrida al mondo
Mamma mia...

tra un pò quest’auto - come quasi tutti i prodotti dell’attuale tecnologia/mercato dell’automotive - preparerà anche il cappuccino con la brioches naturalmente!

Credo sia lecito anzi doveroso chiedersi: che ha di verde, di risparmio enrgetico un’auto così?

Non che la Volvo sia un cattivo marchio, tutt’altro, ma 285 CV ibridi o meno che siano, hanno bisogno di fieno per spravvivere; per lavorare poi non ne parliamo!

Eppure leggo prestazioni energetiche strabilianti...spero qualcuno non ci creda.

Con simpatia

Sergio Capraro
 
   
Progetto DESERTEC: il Sahara sarà la centrale solare europea? - Parte 1
Anzitutto TWh è correttamente usato per valorizzare l’Energia salvo che T sta per Tera e non Terra: è, in particolare, il simbolo del multiplo base 10 esponente 12 normalmente utilizzato per risparmiare fatica nel citare grandezze di modulo elevato.
Non ho ben capito inoltre come un quadrato di lato 100 possa comportare aree diverse da 100x100=10.000.

Entrando nello specifico del post vorrei precisare:

1. che il progetto cui ci si riferisce rientra con ogni probabilità sulla programmazione CEE per cui da tempo si parla di due big projects riguardanti due Smart Grids. Il primo, apparentemente in fase di più avanzato sviluppo, è portato avanti da un consorzio di diversi pesi - di cui ovviamente l’Italia non fa parte - e si pone l’obbiettivo di trasformare parte dell’energia meccanica del vento presente nel Nord Europa(mare del nord) in energia elettrica. Il secondo più futuribile e di cui l’Italia potrebbe speriamo entrare a far parte insieme alla Spagna ed altri, South Smart Grid, che si propone lo stesso obbiettivo trasformando però energia elettromagnetica.

2. Da sempre sostengo e dico che non c’è settore come quello del verde e dell’energia dove si dica e si possa dire di tutto indipendentemente dalla validità e veridicità di quanto si propone.

E’ ovvio che la problematica energetica sia importantissima ed attualissima ma non è accettabile che si sfrutti l’ignoranza per avvantaggiarsi ai diversi livelli.

Due precisazioni dunque.

La prima non tanto sui valori che il post dichiara in relazione al potenziale solare (che vanno comunque confrontati esaminando più fonti), quanto sull’affermazione del tutto inesatta che quest’energia sia bastevole dando per scontato tecnologie di immagazzinamento di incerta realizzabilità e validità.
Non c’è dubbio che il sole in un secondo possa annichilirci, sublimarci tanto è grande la sua Energia ma altrettanto vero è che ad oggi non si sia ancora capaci di sfruttarla convenientemente e che un grande ostacolo sia appunto quello che le tecnologie di accumulo ancora accusano.
Idrogeno, aria compressa, confinamenti...

La seconda riguarda il termine Smart Grid che anch’io ho qui utilizzato. Smart sta per intelligente e Grid per griglia.
In effetti le griglie attuali (reti di distribuzione-trasmissione dell’energia elettrica) non sono progettate e non possono dunque funzionare bene per accogliere e gestire su base internazionale nuove produzioni di EE di discreta grandezza. Intendiamoci: mi risulta vadano anzi vanno benissimo per l’attuale tipologia di distribuzione che prevede importanti produzioni centralizzate ma sembrano incapaci di gestirne altre decentrate se non di irrilevante importanza.
Se a ciò si aggiunge ogni doverosa considerazione in ordine alle problematiche sociale-politica-economica cui non è stato fatto cenno, l’informazione risulta certamente più equilibrata e corretta.

Ribadisco valere il motto "informazione sì ma non infotainement", da cui l’invito che rivolgo a tutti me compreso: conoscere e riflettere in proprio per approfondire e poi parlare.

Se così facessimo ci saremmo anche noi nella North Smart Grid e di più, saremmo ancora la sesta potenza industriale e non l’Italia in cui non c’è più lavoro e poco anche per chi se lo merita.

Con il massimo rispetto

Sergio Capraro
 
...proprio così da quel che mi risulta.

Hai ben scritto: modello di generazione-distribuzione "decentrato" tipologia "utente/produttore".

Credo che assieme ai progetti citati in ambito CEE ci sia proprio questo: un gruppo di lavoro che ha l’obbiettivo di individuare la migliore soluzione in termini di Smart Grid da utilizzare congiuntamente allo sviluppo della produzione di EE su base internazionale.

Che Enel, sia all’avanguardia come storicamente lo è l’Italia non c’è dubbio ma girano voci su situazioni paradossali - ma prevedibili - fonte di ridicolo: impianti decentrati di discrete dimensioni andati di punto in bianco in black out passando alla cessione in rete dell’energia prodotta con tecnologia fotovoltaica.

Puoi indagare direttamente la ragione tecnologica-costruttiva ciò; la competenza è in ambito elettrotecnica-elettronica.

Se peschi poco e ti interesssa, vedrò di farti avere della documentazione.

Che si sia attestati su autoproduzioni irrisorie da rinnovabili/verdi è ovvio e certo; per rendertene conto leggi, in argomento, i reports annuali sull’Energia Elettrica prodotta a livello Italia, CEE e Mondo.

Se poi ti appassiona guardare dove si possa andare o arrivare, interessarti cioè una previsione in argomento, ti posso girare un recente articolo del più diffuso giornale tra le major e comunque tra tutti gli addetti al settore Energia.
Il grafico, riporta un ammontare equivalente di "tutto ciò che qui interessa" pari al 10% quale previsione per il 2035.
In particolare, i trends da qui a questa data prevedono un calo del’oil, una piccola crescita del gas ed un andamento sostanzialmente costante del carbone per un contributo di ciascuna di queste tre fonti pari a circa il 30% in quella data.
Il 10% è tutto il resto.

Cordialmente

Sergio Capraro
 
   
Biocarburanti, rapporto UE: inquinano 4 volta più della benzina
C.d.d. o C.v.d.: li ricordate?

Come dovevasi o volevasi dimostrare.

Quanti incentivi ai ricchi (ristrutturazione, conversione, revamping) degli impianti per togliere il pane di bocca ai sempre più poveri!

Ma che si deve fare?

Piazza pulita?

Sergio Capraro

 
   
Ampera: l’auto elettrica ad autonomia estesa - FAQ
Non mi piace polemizzare ma gradirei che mi fosse spiegato ciò che ritengo impossibile.

1. Si afferma che questo veicolo sia dotato di un motore endotermico allo scopo di fornire energia meccanica ad un generatore di corrente elettrica che se capiesco bene piuttosto che ripristinare la carica della batteria, la sostituisce nel fornire energia al motore elettrico di trazione consentendo così 500 km di autonomia.

2. In questa tipologia di funzionamento il consumo di carburante / Emissioni di CO2 secondo UN ECE R101(ponderato, combinato):
1,6 l/100km (dati preliminari)
40 g CO2/100km (dati preliminari.

Ebbene, non è che sia complesso rispondere alle domande mentre lo è certamente fornire dati coerenti che possano piacere.

A. Se utilizzo energio chimica (carburante) per trasformarla con un ciclo motore endotermico in energia meccanica alle ruote che è il classico ciclo energetico delle vetture tradizionali otterrò movimento con un certo rendimento globale.

B. Se utilizzo energia chimica (carburante) per trasformarla con un ciclo motore endotermico in energia meccanica all’albero accoppiato solidamente a quello di un generatore elettrico capace di produrre energia elettrica sfruttabile da un motore elettico che la ritrasforma in energia meccanica alle ruote, il ciclo energetico in discussione, otterrò egualmente movimento ma con un rendimento certamente inferiore al precedente.

Quanto sia inferiore è semplicemente calcolabile e se di interesse potremo discuterlo.

La negatività peraltro,non si ferma qui pechè va anche rilevato che in aggiunta a questa perdita secca di energia, a questo sperpero energetico dovuto alla doppia trasformazione non può corrispondere l’utilizzo motore in piena potenza salvo che la motrice endotermica non sia sovradimensionata di almeno un buon 15%.

Come può dunque essere realistico il consumo dichiarato di 1,6 l/100 Km talmente incredibile poichè anche superiore a quanto potrebbe fare il motore endotermico se fosse direttamente utilizzato per la trazione?

Evidentemente o c’è un’errore o questa moltiplicazione dei pani e dei pesci è talmente ben riuscita da meritare l’approfondimento che sto sollecitando.

Credo di tutta evidenza che questo esercizio-soluzione tecnologica altro non sia che un ulteriore espediente necessario per ovviare all’attuale triste realtà che vede la trazione elettrica così concepita pagare un dazio di 1 a 10 circa in termini di autonomia del veicolo nei confronti della trazione con motori e combustibili tradizionali: gasolio, benzina, gas.

Buona serata

Sergio Capraro
 
Ho detto di non volere polemizzare pertanto rimando ad un dialogo privato l’approfondimento della questione poichè le problematiche sono più complesse di quanto si crede ed i dati teorici in questi casi possono essere presentati in modo da risultare molto diversi da quelli pratici che però si dimostreranno gli unici reali.

Ricambio quindi sinceramente a Fabio Reghellin gli auguri di buona Pasqua ai quali unisco l’ulteriore auspicio che ci si possa rendere presto conto dell’assoluta infondatezza di molte assunzioni fatte e pubblicizzate.

Buona Pasqua a tutti.

Sergio Capraro
 
   
Auto elettriche in arrivo nel 2011
C’era una Tesla anche a Zurigo l’altro giorno!

Certamente accattivante e modaiola, resta un bell’esercizio stilistico da esibire, nulla più.



Buona giornata

Sergio Capraro
 
   

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