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Nome: Beppe Tav

Su di me: Redazione di HowToBeGreen. Ecologista fino al midollo :) Amo la natura, gli animali e se per difendere l’ecosistema dalla distruzione assassina degli uomini sono necessarie azioni concrete e forti, allora chiamatemi pure ECO-ATTIVISTA.

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Le auto elettriche non sono la risposta. Ecco perché secondo Llewellyn
23/2/2012
Veicoli Elettrici
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  Locazione: Gran Bretagna
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Auto elettriche, mobilità sostenibile, impatto ambientale. Ve lo ricordate Robert Llewellyn, conosciuto con uno fra i più grandi e famosi sostenitori del go electric now? Beh, Robert è colui che si è fatto 1600 km elettrici con meno di 10 dollari ovvero un equivalente di 425 km per litro con la sua full electric Nissan Leaf. Bene, secondo Robert le auto elettriche non sono la risposta. O comunque non sembrano essere l’unica risposta alla domanda su come abbattere l’inquinamento atmosferico e come ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. O comunque non adesso. Non nel modo in cui produciamo la stragrande maggioranza di energia elettrica nel mondo. Due dati: USA 50 percento energia elettrica prodotta con il carbone. Cina, 80 percento.

Secondo Robert, la questione mobilità deve essere ripensata da zero, dalla produzione di energia elettrica al concetto di proprietà del mezzo.

Sicuramente, sempre secondo Robert, il futuro del trasporto è elettrico anche perché non c’è speranza su una riduzione del costo dei carburanti ottenuti dei combustibili fossili. Però, sottolinea Robert, il problema maggiore è rappresentato dal crescente numero di persone che al mondo desiderano una o più auto. Inoltre, il concetto di proprietà privata di un veicolo è quanto di più inefficiente possa esistere. E’ un po’ come possedere un aereo che rimane inattivo per l’80-90 percento della sua vita e quando è in volo viaggia semi vuoto. Dobbiamo continuare ad inseguire questa logica e sperare che la sola elettrificazione dei mezzi di trasporto rappresenti la soluzione a tutti i mali? Not really.

Cosa intende allora Llewellyn? Dovremmo rinunciare ad inseguire il mito di possedere una nostra auto e al contempo, a livello sociale, passo dopo passo si dovrebbe ripensare il concetto di trasporto in modo talmente radicale che solo il pensiero sul “come” ci sfugge?

Anche chi scrive è guidatore di veicoli elettrici da 12 anni: due scooter elettrici, un’ibrida elettrica/benzina, impianto fv (…) e, come Llewellyn, assoluto sostenitore dell’elettrificazione dei veicoli di trasporto. Quindi, in qualità di go-elettric-man, non posso non rimanere perplesso di fronte a certe considerazioni. Intuisco al contempo però che alla base del concetto di rivisitare il principio di proprietà privata legata al veicolo/i che utilizziamo per spostarci ci sia un’intuizione geniale: non è solo una questione di tecnologia ma anche di grandi numeri e organizzazione su scala globale.

Onestamente il pensiero di Llewellyn mi intriga. Come la pensate?

Approposito di Rober Llewellyn, date un’occhiata a questo reportage: http://www.howtobegreen.eu/greenreport.asp?title=516 Alè!


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REPORTAGE
 
Le auto elettriche non sono la risposta. Ecco perché secondo Llewellyn
 
posted on 23/2/2012 at 13:00


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Ciò che mi stupisce caro Giuseppe, è l’enorme ritardo con cui si giunge a consclusioni razionali, quasi che il buon senso, forse meglio la conoscenza, alberghi sempre più inesorabilmente altrove.

La mobilità va rivista certamente così come il concetto che prevede la continua espansione e questo, non tanto per dare ragione a qualcuno, quanto per garantire la sopravvivenza di tutti, almeno dell’attuale numero di viventi.

Bisogna teorizzare la decrescita in ogni ambito escluso quello della conoscenza, programmando al motto di riduzione è bello, nella speranza che chi ha la possibilità ed è in fase di crescita non ne abusi come abbiamo fatto noi paesi cosoddetti industrializzati ed ora decadenti.

Chi ha detto che anche la recessione economica non sia necessaria oltre che utile e piacevole?

Certamente chi che crede che le risorse siano infinite e non si è ancora reso conto che è bastato un alitar di nuove vite a spogliare i giganti.

L’unica possibilità che ci è data, ancorchè relativa, è di ampliare le risorse migliorando consapevolmente il nostro sapere, una qualità che sembra aver perso valore e di fatto trascurata.

L’elettrico ci sarà, e nella speranza che ci sia anche di meglio, auguro a tutti una buona serata.

Sergio Capraro
 
Ciao Sergio, si hai ragione.. oltretutto se una conclusione di questo tipo è tratta da chi è decisamente sbilanciato a favore dell’elettrificazione dei mezzi di trasporto non può che essere degna di nota oltre che di diffusione.
Sono completamente d’accordo con te.. la recessione economica del 2008-2012 è decisamente un bene.. anche perché è la prima in assoluto ad essere legata in modo indissolubile a ragioni energetiche e di scarsità delle risorse terrestri. Chi infatti parla di rilancio della crescita economica intesa secondo il vecchio modello (crescita infinita su un pianeta finito) è non solo un mentore di passate utopie ma specialmente un perverso capitalista vecchio stampo.
 
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