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 Autore del reportage
Nome: Fernando Pauletto

Su di me: Un amante della natura. Amo pensare che "quando l’ultima fiamma sarà spenta, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce catturato, allora capirete che non si può mangiare denaro".

Interessi: Scooter elettrici, mobilità sostenibile, energia rinnovabile, meccanica automobilistica e la costruzione della stessa.

Vivo a: IT, Veneto

Specializzazione:: Disegnatore meccanico

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Veicoli elettrici: le emissioni di CO2 legate alla produzione
9/6/2011
Veicoli Elettrici
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  Locazione: Nel mondo
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Veicoli elettrici, ibridi, emissioni di CO2 in fase di produzione e utilizzo. Un veicolo elettrico, se alimentato da energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, viaggia ad emissioni ZERO. Se invece viaggia alimentato da un mix energetico tipo quello Europeo emette, al livello di centrale elettrica, una certa quantità di anidride carbonica. Cosa possiamo dire circa il LIVELLO DI EMISSIONI legate alla produzione del veicolo?

Uno studio scientifico della LowCVP dimostra l’importanza di misurare le emissioni delle autovetture durante l’INTERO ciclo di vita, dalla produzione all’utilizzo.

Lo studio ha evidenziato che una parte dei risparmi di CO2 prodotte durante l’uso di veicoli a basse emissioni di carbonio (veicoli elettrici e ibridi) è compensata da un aumento delle emissioni create durante la loro produzione e di smaltimento anche se in misura minore. Tuttavia, nel complesso veicoli elettrici e ibridi hanno ancora l’impronta ecologica più bassa rispetto alle auto normali.

Ad esempio, una tipica auto di medie dimensioni da famiglia genera complessivamente 24 tonnellate di CO2 durante il ciclo di vita di vita (produzione, utilizzo e smaltimento). Mentre un veicolo elettrico produce un totale di circa 18 tonnellate. Da notare che l’impatto maggiore è legato alla produzione della batteria. Infatti il 46 percento dell’impronta di carbonio totale di un veicolo elettrico è generato in fabbrica, prima che sia percorso un solo chilometro.

Ecco l’importanza di decarbonizzare il processo di produzione delle batterie per veicoli elettrici. Eccellenti esempi si hanno con Toyota (impianto solare fotovoltaico per alimentare lo stabilimento di produzione della Auris Hybrid) o con Nissan (impianto eolico per alimentare lo stabilimento di produzione della Leaf elettrica).

Ecco i dati:

[Veicoli a benzina tradizionale]
Emissioni stimate per l’intero ciclo di vita: 24 ton di CO2
Porzione di emissioni in fase di produzione: 23%
Emissioni stimate in fase di produzione: 5,6 ton di CO2

[Veicoli ibridi]
Emissioni stimate per l’intero ciclo di vita: 21 ton di CO2
Porzione di emissioni in fase di produzione: 31%
Emissioni stimate in fase di produzione: 6,5 ton di CO2

[Veicoli ibridi Plug-in]
Emissioni stimate per l’intero ciclo di vita: 19 ton di CO2
Porzione di emissioni in fase di produzione: 35%
Emissioni stimate in fase di produzione: 6,7

[Veicoli elettrici]
Emissioni stimate per l’intero ciclo di vita: 19 ton di CO2
Porzione di emissioni in fase di produzione: 46%
Emissioni stimate in fase di produzione: 8,8 ton di CO2

Vedi la tabella originale del rapporto LowCVP: foto 3
Sito web LowCVP: www.lowcvp.org.uk


  [Foto]




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REPORTAGE
 
Veicoli elettrici: le emissioni di CO2 legate alla produzione
 
posted on 6/9/2011 at 12:31


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La verità è difficile da scoprire anche quando ci si interessa e di certo l’infotainment non aiuta.

Qualcosa comunque, un pò alla volta e magari forzatamente appare, concedendo la possibilità di capire anche a chi di tecnica ignora.

Riporti bene caro Fernando:

all’"intero ciclo di una trasformazione" si deve fare riferimento valutando bene ciascuna fase che lo compone sia che di inquinamento o di consumo energetico o di altro si voglia discutere.

Come più volte detto quindi, non a fasi di ciclo parziale, che permettono di spostare la coperta dove si vuol coprire evidenziando solo ciò che per convenienza deve apparire.

I bilanci energetici, di emissioni inquinanti così come quelli economico-finanziari dovrebbero essere cosa estremamente sincera altrimenti...abbiamo già intravisto il disastro del fare diversamente.

A proposito...mi pare che in argomento ci sia anche un post sui biocarburanti...

Ripeto: ma se tutti questi incentivi fossero stati spesi bene dove saremmo?

Già, però questo è altra cosa, magari anche possibile se di tecnica un pò di più tutti si conoscesse.

Un saluto

Sergio Capraro
 
Scusate, ma questa mi puzza tanto da "marchetta": "Eccellenti esempi si hanno con Toyota (impianto solare fotovoltaico per alimentare lo stabilimento di produzione della Auris Hybrid) o con Nissan (impianto eolico per alimentare lo stabilimento di produzione della Leaf elettrica)."

Avete idea dei consumi elettrici di uno stabilimento industriale? Un impianto fotovoltaico sul tetto o qualche "ventilatore" piazzato intorno servono solo come operazione cosmetica: se autoproducessero l’1% dell’energia che consumano sarebbe già sorprendente!
 
Leggendo il l’articolo non mi sembra che nessuno voglia fare pubblicità a nessuno... sono praticamente soltanto Toyota e Nissan che hanno realizzato impianti (solari o eolici) per ridurre il fabbisogno di energia primaria richiesta da qualche loro stabilimento allo scopo di abbassare la quota di energia grigia che ogni macchina porta con sè. Perchè non citarli?

Per quanto riguarda le percentuali.. ben siamo ben oltre la soglia del greenwashing direi:

Stabilimento Toyota il solare copre il 15-20% del fabbisogno dell’impianto: http://www.toyota.it/about/news_and_events/pannelli_solari.aspx mentre per lo stabilimento Nissan nel Sunderland l’eolico copre fino al 6% del fabbisogno dell’impianto:
http://www.automotoportal.com/article/nissan-sunderland-expands-wind-farm
 
Si parlava di energia consumata nella produzione di automobili, mentre il dato evidenziato anche nel tuo link del 15-20% del fabbisogno riguarda l’edificio in questione... che non è una fabbrica Toyota, ma... un magazzino! http://en.wikipedia.org/wiki/Toyota_Motor_Europe#Parts_Logistics_Centres
Ora credo che sia evidente a tutti il diverso consumo elettrico di uno stabilimento con macchinari di produzione e di un magazzino logistico.

Nissan è un esempio migliore: in quello stabilimento si producono realmente auto, ma anche qui bisogna fare attenzione prima di ala gran parte del consumo energetico non sta nell’assemblaggio, ma nella fusione e lavorazione dei componenti metallici, nello stampaggio delle plastiche e in generale nella produzione dei componenti che, come sappiamo, sono generalmente delegati ai fornitori. Quindi quel 6% non lo possiamo prendere come una misura della decarbonizzazione dell’intera produzione di autoveicoli Nissan di quello stabilimento.

Ti ringrazio dei link, ma mi pare che supportino la mia impressione che siano davvero piccoli passi.

 
Nissan 1 - Toyota 0 :) corrette le tue precisazioni, contribuiscono ad aggiustare il tiro, THX! Sono oltretutto d’accordo che siano soltanto dei piccoli passi MA passi nella giusta direzione, anche questo va detto. La decarbonizzazione dell’intera produzione di un veicolo per adesso è fantascienza.. ma credo che sia più realistico - insistendo nella giusta direzione - porsi come obiettivo [generale] quello di portare l’energia grigia di una vettura elettrica (attualmente pari a 8,8 ton/CO2) almeno pari ad quella con una motorizzazione endotermica (ovvero 5,6 ton/CO2).
 
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