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Nome: Beppe Tav

Su di me: Redazione di HowToBeGreen. Ecologista fino al midollo :) Amo la natura, gli animali e se per difendere l’ecosistema dalla distruzione assassina degli uomini sono necessarie azioni concrete e forti, allora chiamatemi pure ECO-ATTIVISTA.

Interessi: Non accettare la logica senza futuro secondo cui "ci sarà un perchè se le cose stanno così"

Vivo: IT, Vicenza / Veneto

Specializzazione: Ricercatore ambientale

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OGM sì o no? Riflessioni di un ambientalista razionale
Ciao Fabio, interessante questo articolo. E’ abbastanza evidente che l’ambientalismo deve poggiare su basi scientifiche e molto spesso ciò non avviene a causa di una politicizzazione delle idee... le cosiddette idee "per partito preso".

Quello che vorrei sottolineare è che a prescindere dal fatto che gli OGM siano dannosi o meno per l’ambiente/uomo, un ambientalista (razionale) può benissimo opporsi al suo impiego per tutta una serie di altri motivi di cui abbiamo già parlato in altre occasioni. Ne cito un paio che mi stanno a cuore:

1) Sapendo che nel mondo già ora si produce cibo per 10 miliardi di persone a che serve dannarsi tanto per produrne ancora di più? Il problema è da ricercarsi sul PERCHE’ tutto questo cibo NON arrivi alle 7 miliardi di persone presenti ORA sul pianeta terra.

2) La dieta carnea è INCOMPATIBILE con le esigenze attuali e future circa l’ecosistema, la salute dell’uomo e le condizioni a cui sono sottoposti miliardi di esseri senzienti quali sono gli animali non umani detti "da carne". Circa questo punto (fondamentale a mio avviso) mi fa specie quando Lynas dice: "(...) Invece hanno parlato di un mondo ideale in cui i popoli occidentali mangino meno carne e calorie in modo che le persone nei paesi in via di sviluppo possano averne di più. Tutto questo è semplicemente assurdo."

Come "semplicemente assurdo"? E’ come dire che se una macchina ha il serbatoio bucato e il buco aumenta la risposta per tirare avanti sia produrre più carburante (in esaurimento) ed inserirlo nel serbatoio ad una velocità maggiore della perdita (che nel frattempo aumenta). Se è questa la posizione realistica e razionale di Lynas, qualcosa non va.

Aggiungerei che la razionalità/metodo scientifico (fuori dal contesto della pericolosità o meno degli OGM, efficienza di produzione del biologico etc) "consigliano" un reset totale dell’ordine delle cose! Serve un reset in primis circa lo spreco di risorse alimentari e l’inefficienza/dannosità colossale della dieta carnea che PURTROPPO si sta diffondendo esponenzialmente anche in Asia. Se poi per Lynas è assurdo anche solo parlarne perchè il mondo ideale è un sogno irrealizzabile ed è meglio stare con i piedi per terra, ok.. ma questo è un problema suo.

A mio avviso, un vero ambientalista non è colui che si occupa di GIUDICARE le tecnologie ma bensì di valutarne il contesto ed il senso del loro utilizzo.
 
1) OGM per aumentare la produzione OGM per rallentare la deperibilità degli alimenti. In questo senso la modificazione genetica la vedo bene. Il non senso (a mio avviso) è l’applicazione su larga scalda degli OGM al solo fine dell’aumento della produzione di prodotto per ettaro.

2) La tua interpretazione del "semplicemente assurdo" di Lynas è chiaramente quella che intende proprio lui.. ciò che è tanto triste quanto nefasto è che come dici tu ai ricchi del mondo nulla importa della fame dei poveri! Ecco perchè, nel mondo reale, il connubio business-ogm-profitto-terzoMondo mi puzza dalla fondamenta. "Credo che sia impossibile imporre all’occidente (ma anche a tutto il resto del mondo) di abbandonare il consumo di carne", lo credo anch’io! Mi è bastato far caso, questo inverno, per la prima volta al numero di inserti di pelliccia (di cane asiatico e coniglio) che sono appesi ai colli delle persone e quando lo dici alle persone a loro nulla importa. Mi basta vedere quanta poca risonanza abbiano campagne di sensibilizzazione sulle crudeltà inflitte ad animali intelligenti come i maiali o i primati. E mi basta vedere a quanto nulla importi della deforestazione dell’Amazzonia legata agli allevamenti.. "guai chi mi tocca la mia costata!" mi sento spesso dire (...). In quest’ottica: il mondo non cambierà nemmeno fra 1000 anni ma di certo "finirà" molto prima e per mano dell’uomo stesso, non certo a causa di un meteorite.
 
Sembra interessante.. me lo guardo di sicuro.
 
   
La luce a LED, i vantaggi e le opportunità di risparmio energetico
In riferimento a quanto scritto da Artilibere.. certo che disintegrare un componente elettronico (come il LED) è di certo pericoloso in quanto è di fatto un semiconduttore e quasi tutto in elettronica (dai condensatori ai microchip, dai transistors alle resistenze) se frantumati/bruciati rilasciano particelle di diversa natura a causa della loro composizione multistrato. La domanda secondo me dovrebbe essere: sono riciclabili (e a che costo ambientale) i LED a fine vita?
 
   
Renault ZOE, berlina elettrica al 100% - veicolo elettrico per tutti?
Ciao Fabio, anch’io mi chiedevo la stessa cosa.. non so se Nandoz ne sa qualcosa.. ad ogni modo in questi giorni passo da un concessionario Renault per vedere la Twizy (che commercialmente attua la stessa formula per la batteria) e vedremo cosa mi diranno in proposito.. appena so qualcosa la posto qui.
 
Eccomi, andato di persona alla concessionaria Renault e ho chiesto il discorso leasing batterie etc ed ecco la risposta: le batterie rimangono SEMPRE di proprietà della Renault, se allo scadere dei 3 anni non viene rinnovato il contratto la casa madre "viene a prendersi le batterie". Quindi morale: chi acquista un veicolo elettrico con formula Renault dovrà sempre pagare un fisso al mese per tutto il periodo in cui possiederà il mezzo (di fatto). Dal mio punto di vista non è male come politica perchè la cosa che più mi spaventa da possessore di veicoli elettrici da ben 12 anni è proprio la batteria.
 
   
Il futuro del trasporto: veicoli elettrici a batterie o alimentati a idrogeno?
L’ultima volta che ho sentito parlare di EOLO nei media, anzi di Guy Negre, è stato circa un paio di anni fa in cui il fondatore aveva presentato una sorta di generatore di energia elettrica ad aria compressa e la presentazione era stata fatta in pompa magna presso qualche fiera/evento internazionale (se non ricordo male!). Da allora più niente.
Anch’io concordo con una commentatrice dell’articolo di Attivissimo, ovvero che l’unica alternativa seria e credibile alla mobilità attuale sono le auto elettriche e il vero NODO DELLA QUESTIONE (in continuo miglioramento) rimangono le batterie e le loro prestazioni nel tempo.
 
Attualmente il contributo che può dare un modulo fotovoltaico integrato sulla cappotta di una vettura è pari a circa 100-150 Watt di potenza. Quindi l’energia che si riesce a ricavare è legata da quanto e come la vettura rimane esposta al sole.
Il mio scooter elettrico Vectrix "consuma" circa 60-70 Wh per chilometro quindi possiamo assumere, senza esagerare troppo, che un’autovettura elettrica a 4 route consumi circa il doppio. Questo significa che se in una giornata di pieno sole racimolo ad esempio 500 Wh (valore realistico), tradotto in distanza, significa aver guadagnato "solo" 3-4 km.
Pochi? Forse si.. sicuramente non abbastanza per renderlo indipendente. Poi c’è da considerare la variabile solare in funzione del tempo/stagione.. e quindi di certo, per adesso, le stazioni di ricarica sono fondamentali.
 
   
Le auto elettriche non sono la risposta. Ecco perché secondo Llewellyn
Ciao Sergio, si hai ragione.. oltretutto se una conclusione di questo tipo è tratta da chi è decisamente sbilanciato a favore dell’elettrificazione dei mezzi di trasporto non può che essere degna di nota oltre che di diffusione.
Sono completamente d’accordo con te.. la recessione economica del 2008-2012 è decisamente un bene.. anche perché è la prima in assoluto ad essere legata in modo indissolubile a ragioni energetiche e di scarsità delle risorse terrestri. Chi infatti parla di rilancio della crescita economica intesa secondo il vecchio modello (crescita infinita su un pianeta finito) è non solo un mentore di passate utopie ma specialmente un perverso capitalista vecchio stampo.
 
   
Autocostruzione vasca di raccolta acqua piovana per uso domestico
Questa vasca nel suo complesso riceve acqua da più punti: da tutti i tetti, da due terrazze (1 da 21 mq e l’altra da 55 mq) ed inoltre da un pozzetto che raccoglie l’acqua di drenaggio passata e filtrata dal ghiaino posto sotto la platea in cemento armato di un garage di grandi dimensioni. Nella fattispecie ho scelto di utilizzare quest’acqua sotterranea per rimescolare il contenuto della vasca stessa e "rinnovare" il contenuto d’acqua. Come? Dopo un acquazzone o un temporale l’acqua sotterranea continua a spillare per giorni e giorni e viene stoccata in un pozzetto di raccolta di 1 metro cubo contenente una piccola pompa di svuotamento. Lo scarico di questo pozzetto è indirizzato direttamente alla vasca ma attraverso un canale riservato che porta l’acqua direttamente fino in fondo alla vasca (30 cm dal fondo altrimenti si solleva sedimento). In questo modo ogni volta che avviene lo svuotamento del pozzetto di raccolta l’acqua contenuta nella vasca viene rimescolata forzatamente. Questo rimescolamento è utile soprattutto se la vasca è piena da qualche settimana.

Per quanto riguarda l’acqua di prima pioggia, non ho pensato nulla di tutto ciò. A collegamenti fatti non è più possibile intervenire se non sui pluviali di alimentazione. Bisognerebbe avere una sorta di "deviatore" che scarica l’acqua di prima pioggia e poi richiuda il collegamento. Non è una cosa impossibile da fare.
 
Ciao, in questo caso non ho usato il magrone ma ho gettato la platea direttamente sulla terra per motivi di spessori finali etc. Quindi l’armatura è inglobata nella platea e si collega con i mattoni di cemento.
 
Di nulla! Il terreno nel mio caso è super argilloso, sembra pongo. Quindi dopo averlo comunque ripassato a mano per creare uniformità ho gettato la platea. Se il terreno invece fosse stato sabbioso allora sarebbe stato necessario compattarlo.
 
   
Lo sporco e crudele business delle pellicce di animali
Pazzesco.. ogni volta che incontrerò qualcuno con una pelliccia (intanto comincio con le cose vistose) mi avvicinerò e dirò "mi scusi, spero che questa pelliccia non sia vera".
I casi sono due:
- se riceverò un "ma certo!" allora bene.
- se invece riceverò come risposta un "ma a lei cosa importa" oppure "si perchè?" mi sentirò nel pieno diritto di controbattere con forza "lei non osi considerarsi un essere umano, assassino/a, bit**!".
 
   
   
Salviamo la vita a 2500 cani destinati alla vivisezione a Green Hill in Italia
Ciao Fabio, qualcosa non torna.. in un tuo commento sul cotone indiano (monsanto e compagnia..) avevi citato un articolo pubblicato sul "il fatto quotidiano" (http://www.howtobegreen.eu/greenreport.asp?title=554#commenti) e lo davi come spunto di riflessione valido per capire come in realtà stanno le cose. In questa occasione invece sembrerebbe che "il fatto.." sbagli nel fare l’analisi della direttiva UE riguardante la vivisezione. Allora mi sorge un super dubbio tempestato di domandine: come stanno le cose? Cosa è vero e cosa non lo è? Come vengono applicate le leggi e quali sono i cavilli che permettono di violarle?
Onestamente per quanti articoli io legga su questo tema faccio fatica a farmi un’opinione obiettiva. Allora, visto che per me la questione rimane aperta, mi pongo altre domande. Eccone solo alcune:

- quanto è lecito trattare altri esseri senzienti come cavie da laboratorio?

- quanto posso fidarmi di un mercato (quello della vivisezione e test sugli animali) basato sulla logica del profitto economico?

- Chi mi dice che non vivisezionino animali per trovare cure per l’obesità per i ciccioni fratelli americani piuttosto che per creme o cremine di bellezza per rendere più soffice la pelle? (guarda un po’ ci sono campagne animaliste un po’ in tutto il mondo proprio contro i test dei prodotti cosmetici sugli animali)

- E’ giusto mettere sullo stesso piano di discussione i bambini ammalati di cancro (altra immagine basata sull’onda dell’emozione) con la sofferenza di MILIONI di animali utilizzati come se fossero alla pari di foglie di lattuga?

- Quando vedo che nel parlamento italiano ci sono deputati che votano CONTRO l’obbligo all’uso dell’anestesia per gli animali, cosa devono pensare? Che in parlamento ci sono 40-50 mostri e che tali mostri decidono su leggi che riguardano le persone e l’ecosistema tutto?

- Chi mi assicura che il concetto secondo cui alla vivisezione animale non c’è alternativa credibile non sia lo stesso che sostiene il principio falso per il quale nella dieta umana bisogna mangiare carne per crescere sani e forti mentre i vegetariani sono tutti pazzi e visionari che non sanno di che cosa parlano?

- Chi mi assicura che un laboratorio applicherà l’anestesia agli animali sotto test in un mondo in cui per il PROFITTO legato alla vendita della pellicce si SCUOIANO VIVI gli animali per 50 milioni di esemplari all’anno (http://www.howtobegreen.eu/greenreport.asp?title=572)?

- Chi mi assicura che tutta questa sofferenza animale sarà servita per dare al mondo un arma in più contro le malattie incurabili?

Sopra ogni cosa mi chiedo: la sofferenza immensa prodotta dallo specismo umano pagherà alla fine?
 
Ciao Fabio, ti ringrazio per le risposte puntuali che hai fornito alle mio "big questions". Per me la questione non è ancora chiusa nel senso che non mi sono ancora fatto un’opinione chiara e univoca ma certamente le tue risposte mi sono servite molto per orientarmi in un modo o nell’altro. La cosa che continua a disturbarmi è sentire un Veronesi che sostiene che la sperimentazione animale sui primati è inutile e dovrebbe essere vietata e un Garattini (che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente) che invece la sostiene. Se la vivisezione fosse veramente l’unica tecnica per testare farmaci utili per alleviare la sofferenza umana, perchè due pezzi da 90 come Garattini e Veronesi dovrebbero pensarla in modo così diametralmente opposto?

La mia ultima domanda, quella relativa allo specismo umano, è certamente una domanda impegnativa che pone in correlazione la SOFFERENZA (degli animali e dell’ecosistema) con il "BENEFICIO FINALE" che dovremmo trarne come esseri umani. Io non ho una risposta e quindi, nel tentativo di trovarla, provo di fotografare il mondo oggi:

- ogni minuto, 24 h a day, senza sosta, centinaia di migliaia di animali sterminati per riempire (per lo più inutilmente) le pance grasse di una piccola parte del mondo (la più ricca!)

- la maggior parte degli esseri umani soffrono la fame nell’indifferenza sistemica generale

- un ciclo infinito di sfruttamento dell’ecosistema che potremmo parafrasare "ad esaurimento incontrollato delle risorse"

- uno stile di vita che fa dell’insoddisfazione personale continua la migliore leva per l’induzione ad un consumismo fuori controllo, in altre parole obsolescenza programmata / moda / pubblicità

- un modello economico dominante basato su un paradosso in termini: la necessità di una crescita continua su un mondo finito

- la produzione di energia nel mondo ultra inquinante la cui domanda dovrà crescere esponenzialmente nei prossimi decenni

etc, etc etc.

Adesso, a questo quadro generale seppur parziale, inseriamo la vivisezione di milioni di animali in tutto il mondo - ogni anno. E mi chiedo: beh almeno l’obiettivo nobile finale è quello del benessere di tutta l’umanità! E invece: MAGARI! Perchè solo una piccola parte del mondo beneficerà dei risultati della sperimentazione: la parte ricca e che può comprare i farmaci. L’altra invece, quella povera e che rappresenta la maggioranza della popolazione nel mondo, continuerà come se nulla fosse mai stato scoperto.

Ecco perchè, per me, la questione rimane aperta.
 
A quanto pare la situazione dentro Green Hill non è così legale come DOVREBBE. Vi invito a dare una letta a questo articolo soprattutto dal paragrafo [SPUNTANO I VERBALI DELLE ISPEZIONI DELLA ASL "MORTI CENTINAIA DI ANIMALI"] http://www.destradipopolo.net/?p=7863
 
   

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