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Nome: giuseppe tavella

Su di me: Docente di Elettronica, ricercatore nel campo delle Energie Rinnovabili mi occupo da molti anni di fotovoltaico, solare termico e geotermia a bassa entalpia. Viaggio da sempre con uno scooter elettric... >>

Interessi: Lo studio Green Technology offre un servizio di consulenza mirato all’integrazione delle diverse tecnologie ecologiche insieme ad uno studio delle soluzioni green più adatte alle esigenze specifiche d... >>

Locazione attività: IT, Veneto - Vicenza

Nome attività:
Green Technology

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Obsolescenza pianificata, il motore segreto della società del consumo
27/6/2011
Azioni per Salvare il Pianeta
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  Locazione: Il nostro mondo
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Obsolescenza pianificata, consumismo e beni progettati con la data di scadenza. Elettrodomestici, apparecchi tecnologici, automobili... ma anche vestiti e utensili. Tutto è progettato per durare il meno possibile, perché il mercato deve essere in continuo movimento. Ma i consumatori cominciano a prendere coscienza e cercano strade alternative.

Dove ci porterà questo modello basato sul CONSUMO?

L’obsolescenza programmata è linfa vitale per il mercato e nota dolente per i consumatori. Elettrodomestici, automobili, utensili, apparecchi tecnologici: tutto ciò che si compra ha una data di scadenza (non sovraimpressa come avviene per i generi alimentari, ma implicita: secondo alcuni coinciderebbe addirittura con la fine del periodo coperto dalla garanzia).

E' solo questione di tempo: prima o poi l’oggetto si guasterà irreparabilmente e andrà sostituito con uno nuovo. Altrimenti il mercato morirebbe. Oppure l’apparecchio può non rompersi, ma risultare comunque obsoleto, vecchio, superato. Un pc o un telefono cellulare di dieci anni fa, seppur funzionante, è considerato “preistorico” e il proprietario si sente fortemente spinto a sostituirli con nuovi modelli.

L’obsolescenza programmata permette, quindi, di commercializzare solo ciò che è stato progettato per smettere di funzionare o cadere in disuso. Eventuali riparazioni di un oggetto guasto risultano, la maggior parte delle volte, talmente costose da dissuadere il cliente, che finisce per acquistare un sostituto nuovo di zecca. Tutto ciò va a produrre una quantità disarmante di rifiuti: ogni anno si accumulano tonnellate di frigoriferi, automobili, televisori, etc. etc. da smaltire. Non è raro che una giovane coppia si trovi a dover sostituire una lavatrice in una manciata di anni, mentre i nonni di questa giovane coppia hanno ancora in casa un frigorifero perfettamente funzionante, comprato alcuni decenni orsono.

Ecco un chiaro esempio: Poca Cola riporta l’esempio delle lampadine alogene, le lampade a incandescenza che erano praticamente perfette e programmate per essere eterne, quindi non funzionali al mercato. Allora, dopo qualche ricerca “scientifica” si è riusciti a ottenere quanto il mercato richiede: anche le alogene dopo un po’ si fulminano, si bruciano e vanno sostituite. (http://www.pocacola.com/2006/06/08/il-trionfo-dellobsolescenza-programmata/ )

Prego di guardare il video, sottolineato in italiano. Vedi link qui sotto.


  [Foto]




 [Video]

 
Piramidi di spazzatura - obsolescenza pianificata, il motore segreto della società di consumo  
 
 


REPORTAGE
 
Obsolescenza pianificata, il motore segreto della società del consumo - VIDEO
 
posted on 6/27/2011 at 13:55


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Mi è già capitato col frigo, mentre con la lavastoviglie tengo botta. La TV invece l’ho abbandonata assieme ai vari registratori, decoder etc. (che si rompevano una volta all’anno, inter nos...). Io non so se sono sufficientemente preparato a far fronte all’obsolescenza pianificata; quel che è certo è che se ci sto bene in un paio di scarpe, allora vale la pena di prenderle fatte bene e quind quando la loro forma si adatterà ai miei piedi avranno qualcosa in più rispetto a tutte le scarpe nuove che ci sono in commercio. Ergo: vale la pena di ripararle. Viceversa non son capace di aggiustare quegli schifosi ombrelli da 2 euro (ma neanche quelli da 10 o da 20) e quindi se posso evito gli ombrelli (almeno gli usa e getta). Ma quando si può bisogna sempre cercare di aggiustare quel che è possibile aggiustare. La maggior parte delle volte questo è possibile senza chissà quali conoscenze... poi se ci si prende l’abitudine (ad aggiustare oggetti) allora andiamo in ferramenta (faccio per dire) una volta ogni tanto e facciamo scorta di dai, rondelle, bulloni e così via... SI COMINCIA SEMPRE DALLE PICCOLE COSE prima di tutto, poi si comincia a diventare molto critici prima di acquistare, e dulcis in fundo prima di comperare un elettrodomestico ci si fa una bella dose di domande. Prima di buttarlo... ci si può informare in giro, ogni tanto c’è qualcuno che ripara qualcosa.
 
Visto che siamo nell’epoca del web 2.0 sarebbe bello che in Internet si cominciasse a mettere in competizione i vari brand, stilando un database di esperienze: gli utente dovrebbero solo dare il loro feedback e dire dopo quanto si son rotti i loro apparecchi, e rendere il tutto pubblico. Ovviamente non è tutto facile come dirlo (non mi addentro nei dettagli) ma sarebbe bello dichiarare guerra all’obsolescenza programmata smascherandola pubblicamente.
 
In realtà è tutta una questione di volontà. E ha ragione Lucas a parlare di "si comincia sempre dalle piccole cose". Un piccolo esempio è il mio marsupio. Un regalo ricevuto in California da un mio amici nel lontano 2002. Il marsupio è molto grande, funzionale e non lo cambierei per nulla al mondo (anche per motivi affettivi). A casa e non solo hanno provato in tutti i modi per convincermi che ormai doveva essere cambiato perchè un po’ rotto di qua e di là e perchè ormai "si vede che è vecchio". NO WAY! Ad ogni piccola rottura (cerniere e stoffa) metto una piccola pezza. Risultato: è ancora bello e funzionale.

Le piccole cose sono il succo della vita.
 
Nella mia bacheca green daily puoi vedere il mio marsupio 2002 :-) www.howtobegreen.eu/greendaily.asp?nk=sunbeppe&idgd=3
 
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