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L’Italia e la pesca illegale nel mediterraneo
15/2/2011
Azioni per Salvare il Pianeta
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  Locazione: Mar Mediterraneo
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Sono stufa di trovarmi a scrivere di brutte notizie che denotano come il nostro paese se ne freghi altamente di promuovere principi di sostenibilità a largo spettro. BASTA!

Grazie al lavoro svolto da Greenpeace, l’Agenzia federale statunitense NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) ha inserito, per ben due volte, il nostro Paese tra i "cattivi".

Si legge infatti che nel rapporto del 2009 la NOAA ha utilizzato le segnalazioni fatte dalla nave di Greenpeace "Arctic Sunrise", impegnata in un tour del Mediterraneo, tra cui quella del peschereccio Diomede II, dove gli attivisti hanno sequestrato ben due chilometri di reti spadare!

Per il rapporto 2011 tra le infrazioni si elenca l’altrettanto nota Federica II, scoperta sempre da Greenpeace a fare pesca illegale con spadare al largo delle coste siciliane.

Le attività di pesca illegale con le spadare o le ferrettare e l’inefficacia delle sanzioni applicate sono le accuse principali mosse all’Italia dal NOAA che, in una nota, ha dichiarato la necessità di stabilire misure addizionali per fermare questo tipo di attività inserendo sanzioni più severe.

Nonostante il Decreto Ministeriale del 14 ottobre 1998, che per ostacolare la pesca illegale prevede anche la sospensione della licenza di pesca, e la famigerata "Tolleranza Zero" dichiarata dal Ministro Galan, ad oggi nulla di tutto questo è stato APPLICATO CONCRETAMENTE.

Proprio per questo, e per carenza nei controlli, l’Italia ha subito processi di infrazione e accertamenti che hanno comportato la richiesta di restituzione di oltre 7 milioni di euro nel 2008 da parte dalla Commissione Europea al nostro Paese. Cifra questa che il Ministero smentisce di dover pagare ma che, nella realtà dei fatti, il Governo italiano ha già dovuto rimborsare.

Anche gli Stati Uniti potrebbero ora proporre delle sanzioni aggiuntive da applicare alla flotta italiana. Per esempio l’accesso negato ai porti statunitensi e il bando delle importazioni di alcuni prodotti ittici. (COSA CHE SPERO AVVENGA!!)

Oltre quindi ai gravi danni all’ambiente marino, la pesca illegale pesa negativamente su tutto il comparto ittico, le tasche dei cittadini e sulla stessa credibilità del nostro Paese a livello internazionale.

COSA SONO LE SPADARE:
Le spadare sono un tipo di rete pelagica derivante utilizzata per la pesca al pesce spada il cui uso, dichiarato illegale in gran parte dei paesi, è tutt’oggi frequente nel mar Mediterraneo, e causa la morte di altre specie marine in pericolo, quali le tartarughe marine ed i cetacei.

Tratto da Greenpeace


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REPORTAGE
 
L’Italia e la pesca illegale nel mediterraneo
 
posted on 2/15/2011 at 12:28


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