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Nome: Ambra Pigato

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Inquinamento indoor: i mobili a basso costo e le case in legno - 2 parte
22/3/2011
Stile di Vita Green Living
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  Locazione: In casa
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Formaldeide, mobili di legno economici e case di legno: un intreccio potenzialmente pericoloso. La formaldeide, conosciuta anche come formalina, aldeide fòrmica, ossido di metilene etc, è un derivato del metanolo e viene utilizzata in moltissimi ambiti della Vita Umana. Essendo una formidabile battericida viene utilizzata in soluzione acquosa in ambito ospedaliero per la conservazione di tessuti organici, per imbalsamare, per disinfettare e sterilizzare il materiale sanitario, la biancheria e gli ambienti. In ambito privato si utilizza per le pulizie domestiche, trovandola all’interno dei prodotti commercializzati al pubblico.

Se la formaldeide viene abbinata ad altri composti chimici, produce bachelite e melammina, delle resine largamente utilizzate come adesivi, schiume isolanti, laminati plastici; assieme all’urea è impiegata come collante per pannelli in legno di truciolato, nobilitato o medium-density fibreboard, quest’ultimo conosciuto come MDF e viene impiegata per la realizzazione di pannelli fonoassorbenti di controsoffitti e pareti divisorie. Non solo: è un additivo alimentare (E240) utilizzata come conservante.

Come iniziamo ad intuire, in ambito edilizio (residenziale, commerciale, produttivo) la formaldeide è sempre sicuramente presente in percentuali più o meno importanti. Di certo i mobili a basso prezzo che stanno riempiendo le nostre case in questi ultimi anni, non aiutano a sanificare l’aria.

In questo reportage focalizziamo la nostra attenzione soprattutto sul LEGNO DA COSTRUZIONE, in quanto, dal 2005 in poi si è iniziato a parlare di case in legno, sempre con maggiore insistenza fino a farle diventare oggi come la tipologia strutturale biologica per eccellenza.

Ma siamo veramente sicuri che una casa in legno sia più sana di una casa in laterizio?

Il legno lamellare, nato per impieghi strutturali e successivamente apprezzato per il suo aspetto estetico, contiene spesso alte percentuali di resine formaldeiche e fenoliche, presenti nei collanti che uniscono i listelli delle travi lamellari.

Il truciolato, che si ottiene pressando trucioli e vari materiali si divide in varie classi (truciolato, nobilitato, MDF ecc) e presuppone l’impiego più o meno massiccio di collanti che liberano formaldeide.

I tavolati e le travi delle orditure primarie e secondarie, i morali e le perline dei pacchetti di copertura, spesso vengono trattati con conservanti, biocidi, ignifughi, coloranti, colle e resine che costituiscono la base di rilasci inquinanti potenzialmente nocivi.

L’industria del legno nel tentativo di eliminare i difetti, i limiti, i punti deboli del legno e ad ottimizzare i processi produttivi, ha trasformato una struttura elastica e viva in una struttura “vetrificata”, in un’ossatura morta, priva di energia, soffocata da prodotti chimici setticidi, fungicidi, coloranti e ravvivanti.

Qual’è il risultato? Il risultato più preoccupante lo si vive di persona, con disturbi più o meno manifesti, a volte difficilmente riconducibile all’ambiente indoor. È stato ormai scientificamente provato che l’esposizione a quantità consistenti di formaldeide può creare irritazioni alle vie respiratorie e ai polmoni, irritazioni cutanee, arrossamento agli occhi.

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC) dal 2004 ha inserito la formaldeide nell’elenco delle sostanze considerata con certezza cancerogene per l’Essere Umano. Va comunque precisato che la concentrazione di formaldeide all’interno degli ambienti chiusi degli edifici è di solito bassa, ma a personale giudizio della scrivente, sicuramente può diventare una concausa di disturbi per la salute.

È evidente che nell’ambito dei problemi identificati nel quadro della “sindrome da edificio malato” (vedi reportage www.howtobegreen.eu/greenreport.asp?title=412 ), il ruolo assunto dal legno (meglio dire dai prodotti utilizzati sul legno), così come preparato dalla maggior parte dell’industria del settore, è tutt’altro che bio-sostenibile. Per tale motivo, Maison Architettare ha selezionato dei fornitori che garantiscono criteri di taglio delle piante, di selezione del legname, di preparazione delle tipologie di legno, di trattamento e di stagionatura, assolutamente in linea coi principi della bioedilizia e della salute dell’uomo. Maison Architettare si specializza quotidianamente nella ricerca continua di tutte quelle soluzioni che consentano il corretto utilizzo di un prodotto naturale e vivace che può creare il giusto comfort per ambienti da vivere.

Link e testi di riferimento e approfondimento:
- http://it.wikipedia.org/wiki/Formaldeide
- http://it.wikipedia.org/wiki/Aldeidi
- http://it.wikipedia.org/wiki/Metanolo
- Testo: “Il grande libro della bioedilizia” ed. Giunti Demetra


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REPORTAGE
 
Inquinamento indoor: i mobili a basso costo e le case in legno - 2 parte
 
posted on 3/22/2011 at 17:20


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Due cose:
1. Un paio di settimane fa con una mia amica parlavamo della formaldeide nel vaccino contro il tetano e le è uscita l’esclamazione "da parecchi anni la formaldeide non viene usata nemmeno nei mobili". E vero?
2. Io da tempo utilizzo solo l’olio ad acqua come impregnante per mobili e... anche per le casette in legno (ne sto finendo una)
 
Ciao Luca, premesso che questo tema è ancora fortemente dibattuto a livello internazionale, soprattutto per quanto riguarda i livelli di esposizione che possono provocare gravi problemi per la salute dell’essere umano, molti Paesi a livello mondiale stanno da qualche anno cercando di limitarne l’uso attraverso normative più o meno restrittive. Anche l’Italia, con il Decreto 10 ottobre 2008, ha iniziato a mettere paletti sull’uso di questa sostanza, tant’è che ad oggi è vietato commercializzare pannelli a base di legno o semilavorati o prodotti finiti che abbiano emissioni superiori a quelle stabilite per la Classe E1, così come definita nella Norma UNI EN 13986. I prodotti devono inoltre essere accompagnati da una dichiarazione di conformità a cura del produttore.

Quindi, per rispondere alla tua domanda n. 1, la formaldeide viene attualmente utilizzata nei mobili comunemente commercializzati e più in generale in tutti quei prodotti che risultano da aggregazioni ed impasti a base legno (truciolati, MDF, listellari, ecc).

Per quanto riguarda il secondo punto, l’olio ad acqua è sicuramente un prodotto a basso contenuto di basi acriliche, ma dipende sempre che livello di naturalezza si vuole ottenere e quale livello di prestazione si chiede al prodotto finito.

 
Cosa intendi per prestazioni? Dell’olio sappiamo che il suo effetto protettivo nel tempo è limitato (ma penso sia anche più semplice da mantenere da quel che ho sperimentato finora), ma non mi pare che sia meno efficace delle vernci in fatto di protezione
 
Ops....speriamo di non addentrarci troppo nel filosofico, ma tutti i prodotti che usiamo sul legno sono finalizzati a proteggerlo dall’acqua, dall’umidità, da parassiti, da muffe, sono finalizzati ad esaltare l’estetica, quindi le venature, il colore, sono finalizzati a rendere il legno strutturalmente più resistente, quindi listelli incollati con venature contrarie, incastri di vario genere ecc., sono finalizzati a perseguire una moda, legno lucido, legno opaco, legno naturale, legno tintato, legno verniciato, ecc.
Col termine prestazione intendo la capacità del prodotto a soddisfare il bisogno del cliente. La soddisfazione del bisogno è data da più componenti, che possono essere la protezione del legno, il risultato estetico, la salubrità, l’aspetto economico. Se ho un cliente che vuole una protezione totale che duri il più a lungo possibile perchè non accetta la manutenzione e non è sensibile all’aspetto "salute", dopo averlo informato per bene sui pro e contro, farò in modo di proporgli il miglior prodotto in commercio che soddisfi il suo bisogno e che quindi abbia un’ottima prestazione per quanto riguarda il grado di protezione e la durata nel tempo.
 
La maggior parte dei fornitori che conosco consigliano vernici a prescindere, e poi si possono discutere tutti i dettagi che hai citato. Ma discretizzando è vero che si potrebbe affermare che la vernice protegge "di più" di una finitura ad olio? Dove per "di più" si intende nell’arco del periodo di copertura (per esempio dopo un anno, e non dopo dieci, dove è ovvio che si saran rese necessarie più manutenzioni, con l’olio). La vernice è più longeva, e siamo d’accordo ma è un altro discorso quello. Hai risposte per me?
 
Dipende!
si dovrebbero mettere a confronto prodotti di diverse marche.
con le mie attuali conoscenze non posso rispondere a questa domanda, ma potresti chiedere al Catas (o altri organi di certificazione o simili) se hanno mai fatto prove di questo tipo.
P.S. i fornitori sono venditori, soggetti parziali che possono anche avere interesse a vendere un prodotto piuttosto che un altro. Grazie per lo scambio di conoscenze! :-)
 
Infatti io sono un tecnico, e di solito i tecnici hanno un approccio ai problemi fondamentalmente diverso dai commerciali :-)
 
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