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Nome: Silvia Lorenzi

Su di me: Redazione di HowToBeGreen. Vegetariana ed esperta di alimentazione biologica.

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Succo d’arancia: il consumo d’acqua e la contaminazione alimentare
23/11/2011
Azioni per Salvare il Pianeta
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  Locazione: Mondo
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Succo d’arancia, consumo d’acqua, energia e contaminazione alimentare. Brasile e Stati Uniti producono oggi quasi la metà delle arance raccolte nel mondo che vengono trasformate in succo per il 95 percento. Solo gli americani ne consumano la metà del totale prodotto nel mondo sotto forma di vari prodotti confezionati: originale, con calcio e vitamina D, con polpa o senza polpa, con zucchero e senza zucchero, con o senza calcio, con acidità ridotta, con o senza fibre, vitamine e minerali, con calcio e vitamine per bambini, con antiossidanti etc.

Il succo di arancia confezionato è il risultato finale di una coltivazione intensiva e di una trasformazione altamente industrializzata. Gli aranceti, anche se irrigati con il metodo "a goccia" (tecnica più efficiente di irrigazione), richiedono sempre un elevato quantitativo di acqua. Per ottenere un bicchiere di succo d’arancia brasiliana si consumano circa 20 bicchieri d’acqua e più di mille per irrigare il frutteto.

Inoltre, la spremitura e la trasformazione industriale richiedono molta energia: per 10 bicchieri di succo sono necessari 1 bicchiere di petrolio.

I tre quarti del succo d’arancia venduto nel mondo vengono anche pastorizzati, concentrati, congelati, trasportati e successivamente reidratati nel paese di destinazione. Il consumo di acqua ed energia diventa così decisamente spropositato.

Le arance richiedono inoltre un uso più elevato di pesticidi rispetto a tutti gli altri tipo di frutta. E nota bene: anche se i residui sono presenti solo sulla buccia, nel succo finiscono anche oli estratti dalla buccia stessa.

La recente indagine di Legambiente "Pesticidi nel piatto 2008" ha rilevato residui di pesticidi in tutti i campioni esaminati di succo d’arancia industriale.

Contaminazione dei mangimi: gli scarti di produzione legati alla filiera del succo d’arancia industrializzato rientrano comunque nella catena alimentare umana. Infatti gli scarti vengono impiegati nella costituzione dei mangimi per animali.

Tratto dal libro "Ascolta i campi di Grano" di Fabio Bertapelle.


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REPORTAGE
 
Succo d’arancia: il consumo d’acqua e la contaminazione alimentare
 
posted on 23/11/2011 at 10:50


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Incredibile.. ecco perchè non acquisto mangime per i miei polli e galline...! Non oso immaginare cosa ci sia dentro che poi finisce di fatto sul mio piatto...
 
..in genere nei mangimi per animali ci possono essere OGM, per il mangime delle galline o dei polli dovresti chiedere quello biologico, o almeno NON O.G.M.
 
penso che non comprerò mai più succo d’arancia in vita mia...invece mi comprerò uno spremiagrumi tecnologicamente avanzato! =)
 
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