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 Autore del reportage
Nome: Sergio Capraro

Su di me: Nato il 28 Gennaio 1953 a Vicenza
Perito industriale Meccanico
Dottore in Ingegneria Meccanica
Dirigente settore Commercio
Dirigente settore Industria
Imprenditore
Docente part time di Fisica; Meccanica e Macchine

sergio.capraro@libero.it

Interessi: Open project VI-Veicolo Intelligente®
- Consumo energetico teorico alla velocità massima pari a 0,01 KWh/Km.
- Costo stimato per 100 Km. pari a 0,25 €.
Studi preliminari, immagini e rendering dei veicoli non ancora pubblicabili per ovvie ragioni di riservatezza.

Vivo a: IT, Veneto/Vicenza

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4° Conto Energia: agire contro natura alla lunga non paga
17/4/2011
Energia Solare Fotovoltaica
5198  views
  Locazione: Mondo
 [ 0 commenti ]
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Colgo l’occasione per commentare sotto forma di reportage le mie preoccupazioni riguardo quanto espresso nel recente reportage dal titolo [La bozza del 4 Conto Energia: irrealistica e preoccupante].

L’Italia, in argomento, è partita tardi e male ed ora non può che tentare di riparare: difficilmente farà peggio di tradire alcune promesse.

Tardi, perchè si è fatta precedere da altri più accorti nel fiutare l’opportunità tecnico-economica di sfruttare la propria risorsa tecnologia in questo campo.

Male, perchè si è limitata a predisporre solamente un piano di incentivazione insensatamente più conveniente di ogni altro forse pensando che così...o molto più probabilmente per l’incapacità del nostro sistema paese di esprimere qualcosa di valido che non sia trasformare il bene comune in facile guadagno.

L’Energia da fonte cosiddetta rinnovabile, specificatamente sole e vento perché l’idraulica non è certo né una novità né in discussione, priva di incentivazioni economiche governative, notoriamente da sola non va.

Il perché non vada in termini di libero mercato, quantomeno ad oggi, è logico e documentabile ma non è qui in argomento seppur meriti di essere discusso ampiamente in altra sede; riflettere sul fatto che la tecnologia fotovoltaica sia nota da oltre cinquant’anni senza aver mai preso piede dovrebbe già bastare a capire che qualche motivazione non banale debba esserci.

Non sono aprioristicamente contro l’alterazione dell’equilibrio naturale di un mercato: è notoriamente possibile in molti modi azionando leve diverse, ma intervenire per svilupparlo artificiosamente può anzi dovrebbe, essere considerato meritorio solo qualora si riesca a raggiungere un miglioramento che giustifichi l’investimento, lo sforzo promosso.

Prendere i soldi indistintamente dalle tasche di tutti gli utilizzatori nazionali dell’energia elettrica, penalizzando così maggiormente la categoria dei "poveri", per portarli in quelle dei "meno poveri" ma soprattutto dei "ricchi", non mi sembra nè giusto, né conveniente, tanto meno se queste tasche spesso non appartengono alla cittadinanza italiana.

Usarli per surrogare l’acquisto di tecnologie la cui filiera produttiva ci vede parte attiva per il solo 20% ca. della fase finale (assemblaggio dei componenti e montaggio in sito), significa per di più, sfruttare molto poco il potenziale di ritorno dell’investimento in termini di sviluppo industriale ed occupazione.

Tecnologia non nuova, incentivi insensati: com’è questa storia?

Triste.

In realtà non è che non fossimo capaci, non abbiamo un gap così negativo in termini di know how tecnologico con altri paesi ma di fatto siamo molto carenti a livello di ricerca e politica industriale oltre che di politica ed organizzazione generale.

Ecco che la migliore macchina statale tedesca, fiutando per tempo l’importanza di questi mercati in essi ha investito, riuscendo a dimostrarsi leader a livello mondiale ed a riscuotere, forte delle referenze produttivo-impiantistiche acquisite, il giusto profitto dello sforzo prodotto.

Una superiorità cui anche noi potremmo ambire solo se agissimo efficacemente ed efficientemente.

Pare che quest’investimento, abilmente tenuto "fuori IRPEF", sia così “grasso” da risultare oggetto di concessioni e richieste che da sole prenoterebbero un futuro di produzione di EE da fonte solare superiore al fabbisogno nazionale, e già ora vicino a rappresentare il 10% del costo dell’EE in bolletta.

Con tali e tanti debiti già accumulati, è concepibile perseverare nello sperpero che non tiene nemmeno conto dell’impossibilità di utilizzare gran parte dell’energia così prodotta e domani più proficuamente producibile per la naturale evoluzione tecnologica?

Questi brevi cenni, per richiamare l’attenzione sugli aspetti ovviamente poco gettonati, sulle lobby che combattono come è naturale sia, per far comprare a tutti macchine destinate a breve, come tutto, a diventare vecchie accontentandosi delle briciole di una torta che però paghiamo interamente per il 100%.

Mi piacerebbe essere smentito nel riaffermare come “tantissimo per il povero” denaro, in assenza di correttivi, continuerebbe ad andare al ricco perchè è il ricco che fa l’impianto di dimensioni maggiori non certo il povero e nemmeno il meno povero.

Incentivando il piccolo impianto, l’acquisto o gli interventi per ottimizzare il risparmio energetico degli edifici, indirizzando cioè la risorsa al privato già si farebbe a mio avviso molto meglio senza penalizzare il comparto.

Mancando però senso democratico, comunione di intenti, onestà e permanendo quindi la nostra incapacità di individuare 3 obbiettivi, i successivi 3 e così via, ritrovandoci in essi riuniti a esigerne la realizzazione al governo qualunque sia, non potremo che continuare in quest’immobilismo capace solo di complicare, sperperare, rafforzare le economie concorrenti ed il malaffare.

Grazie per l’attenzione

Sergio Capraro


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REPORTAGE
 
Contro natura, di qualsiasi tipo sia, alla lunga non si va.
 
posted on 4/17/2011 at 17:57


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AGGIORNAMENTO
 
Grazie per il commento.

Come ho già scritto credo nel solare a concentrazione quindi non posso che concordare sulla precisazione fatta.

Relativamente al rilievo circa il mio "abilmente tenuto fuori Irpef", preciso che il riferimento non era all’imposta sul reddito da fonte energetica, ma al fatto che il ricavo necessario a finanziare l’incentivo è stato fatto abilmente provenire da una tassazione di tipo indiretto (quale appunto è inserire un’addizionale al costo dell’energia in bolletta) piuttosto che diretta (Irpef), rendendo dunque l’erborso poco evidente ai più che certamente non avrebbero potuto ignorarlo se avesse comportato un incremento negli scaglioni.

Hanno appena annunciato lo stop definitivo al nucleare e l’intenzione di dare nuova forza alle rinnovabili.

Speriamo che non sia lo spot ma l’avvio di un programma serio.

Buona serata

Sergio Capraro
 
posted on 4/19/2011 at 21:18
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