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Nome: Verona Energy

Su di me: Verona Energy è una società attiva nel settore di ricerca e sviluppo che progetta e realizza con soluzioni tecnologiche all’avanguardia impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili... >>

Interessi: Per Verona Energy non esiste il CLIENTE di serie A o di serie B: soddisfa le richieste sia di piccoli impianti che grandi centrali.
Segue il cliente dalla progettazione all’espletamento delle prati... >>

Locazione attività: IT, Vicenza - Verona - Trento

Nome attività:
Verona Energy S.r.l.

Descrizione attività: Impianti energie rinnovabili speciali in particolare:
- fotovoltaico ad alta integrazione
- sistemi di cogenerazione
- fotovoltaico ad inseguimento
- impianti a biomassa

Informazioni di contatto: Verona (VR) - Via Malfer 8/A
tel. 045/7732291
NUMERO VERDE 800.928940

 
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Il peso del fotovoltaico sulle bollette elettriche pagate da tutti
28/3/2011
Energia Solare Fotovoltaica
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  Locazione: Italia
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Fotovoltaico, incentivi e bollette elettriche. L’Associazione Produttori Energia da Fonti Rinnovabili (APER) ha fatto un calcolo preciso degli impatti in bolletta delle sovvenzioni alle rinnovabili, in particolare riguardo il tanto discusso fotovoltaico.

Considerando una bolletta media di 425 Euro/anno si può vedere come 31 Euro siano destinati alle voci A3, A2 e MCT. Dietro queste sigle si nascondono varie spese che nulla hanno a che vedere con le fonti rinnovabili, vediamo nel dettaglio:

- 5,2 Euro sono destinati allo smantellamento delle centrali nucleari.
Considerato che le 3 centrali italiane sono state spente nel lontano 1987, si può facilmente intuire quale sia l’enorme spreco di denaro anno dopo anno per la messa in sicurezza e la gestione (attualmente irrisolta) del problema scorie

- 2,8 Euro vengono corrisposti a grandi imprese energivore, come cementifici e acciaierie allo scopo di per fornire loro energia a basso prezzo. L’Unione Europea ha già multato varie volte il nostro Paese perché questa è una pratica di concorrenza sleale

- 8,4 Euro vengono destinati alle cosiddette “assimilabili” ovvero all’energia prodotta bruciando i rifiuti (inceneritori) e gli scarti dei processi di raffinazione del petrolio. In 9 anni sono stati spesi 33 Miliardi di Euro per sovvenzionare questa energia, altamente inquinante e fonte di gravissime patologie

- Rimangono quindi meno di 15 Euro all’anno, pari a 1,25 Euro/mese, di fondi realmente spesi per le rinnovabili e solo parte di questi fondi vanno al fotovoltaico in conto energia.

Una domanda potrebbe essere: siamo disposti ad investire mediamente il costo di un caffè al mese per avere energia pulita, distribuita ovunque, scalabile e a bassissimo impatto sull’ambiente e sull’uomo?

E’ bene ricordare che i costi esterni legati all’uso delle fonti fossili sono enormi: il problema delle scorie nucleari è tuttora irrisolto e vengono spesi circa 200 Milioni di euro all’anno solo per “andare avanti” in attesa di una soluzione, mentre d’altro canto i danni ambientali delle centrali termoelettriche a carbone sono enormi e si scaricano sul sistema sanitario nazionale.

In Italia non ci sono numeri precisi ma, secondo uno studio dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, sono stimabili spese di circa 12 Miliardi di euro all’anno per la cura di patologie legate agli inquinanti emessi da centrali termoelettriche.

Se nei prossimi mesi la bolletta sarà più pesante non sarà certo per colpa del fotovoltaico ma dell’andamento del prezzo del petrolio al quale il prezzo dell’energia è strettamente legato: di contro se avessimo avuto una maggiore potenza installata da fonti rinnovabili, tale dipendenza sarebbe molto ridotta. Si dimentica poi di ricordare che il settore fotovoltaico produce gettito per le casse dello Stato e allo stesso tempo la distribuzione di incentivi ad impianti medi e piccoli significa tenere la ricchezza sul territorio.


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Il peso del fotovoltaico sulle bollette elettriche pagate da tutti
 
posted on 3/29/2011 at 12:03


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Grandissimo Verona Energy!
Reportage utilissimo che mostra i veri numeri.
 
Giro un contributo dell’ing. Carlo Lommi inserito in una analoga discussione su linkedin:
[]...consiglio la lettura delle premesse alla delibera AEEG 34/11, aggiornamento degli oneri generali di sistema per il 2Q11.

http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/11/034-11arg.pdf

Nelle tabelle

http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/11/034-11argtab.xls

puoi saggare la consistenza dell’A3. Come ho scritto altrove (un altro gruppo, non vorrei che qualcuno mi cazziasse per cross-posting!) il peso dell’A3 sulla spesa per l’energia elettrica di clienti industriali non è poco e non è assolutamente trascurabile.
Può esserlo per un cliente domestico, ma per un semplice motivo. L’energia elettrica che compro a casa è vista per adesso come un’imposta che devo pagare e su cui non discuto (per adesso, lo stesso punto di vista c’era nell’industria ai tempi del monopolio elettrico). Non vado a sindacare quanto a casa paghi di A3, UC13 o AZ78. Invece nelle aziende la corrente elettrica è ormai una materia prima e purtroppo i centri di costo che non possono essere ridotti (tipo gli oneri generali di sistema) stanno aumentando sempre di più.
Per utenze in AT con range di prelievo da 4 a 40 MW il peso dell’A3 sull’imponibile va dal 10% al 6% (non è completamente lineare in funzione del consumo, l’incidenza, ma è di tipo asintotico) e circa la metà dei soli costi di trasporto, distribuzione e misura.
E non vado molto lontano dal vero se immagino un sito industriale, con un impianto FV di poche centinaia di kWp, il cui incentivo ricevuto in un anno è quasi uguale all’A3 pagata in due mesi sull’energia prelevata dalla rete.
 
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