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Nome: Daniele De Marchi

Su di me: Credo che formarsi significhi intraprendere un percorso di crescita personale in grado di far emergere le proprie potenzialità, sfruttare al meglio le risorse individuali ed affermare la propria ident... >>

Interessi: Una visione della formazione contro-culturale in grado di trasferire tutto ciò che la scuola non riesce a dare :

-Cultura Ambientale
-Sviluppo individuale
-Coscienza finanziaria
-Alim... >>

Locazione attività: IT, Vicenza

Nome attività:
Per Formarsi

Descrizione attività: Per Formarsi offre una serie di percorsi formativi in grado di accompagnare l’allievo lungo un percorso di crescita individuale adottando un un approccio didattico innovativo basato su specifiche moda... >>

Informazioni di contatto: http://www.performarsi.it

 
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Email e spam: qual'è l'impatto sull'ambiente?
20/7/2011
Azioni per Salvare il Pianeta
7909  views
  Locazione: Informatica Green
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Email, spam, emissioni in atmosfera, anidride carbonica. Quale la correlazione? Le tonnellate di spam che ogni giorno affollano le caselle email degli utenti producono tonnellate di CO2, è questo l’allarme lanciato da Ademe ( l’Agence de l’Environnement et de la Maîtrise de l’Energie ) l’agenzia di protezione ambientale d’oltralpe. I dati, aggiornati ad oggi sono chiari e netti: per ogni megabyte allegato ad una mail si emettono 19 grammi di CO2.

La motivazione è semplice: un messaggio mail si instrada verso numerosi server e viene conservato in più copie prima di arrivare a destinazione, infatti il rapporto tra peso della mail ed emissioni di CO2 non è lineare: con un messaggio destinato a 10 persone in CC l’impatto ambientale si moltiplica di 4 volte.

Se a questo aggiungiamo che circa l’80% della mail che transitano tra i server del pianeta sono spam e soltanto il 20% sono messaggi veri si può intuire l’impatto che lo spam produce a livello ambientale.

Approfondendo l’analisi si nota che twitter rappresenta una piattaforma molto eco-friendly con appena 0,02 grammi a messaggio contro Google che produce 0,2 grammi di CO2 per ogni query di ricerca, in ultima battuta i "Like" di Facebook che comportano condivisione automatica soprattutto se si aggiunge un link a youtube rappresentano una delle procedure più energivore della rete poiché lanciano procedure di conversione in grado di emettere significative quantità di CO2 nell’ambiente.

Dall’analisi si evince che le piattaforme di divulgazione sviluppate con tecnologia Web 2.0 a parità di resa mediatica producono un impatto ambientale notevolmente più basso rispetto ad una comune email informativa, per questo motivo anche in questo caso HTBG rappresenta comunque una scelta green per la condivisione del sapere.


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REPORTAGE
 
Spam e CO2 a tonnellate
 
posted on 7/13/2011 at 11:25


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"anche in questo caso HTBG rappresenta comunque una scelta green"
Cosa sarebbe HTBG??
 
sono le iniziali di How To Be Green !!!
 
Interessante quanto drammatica la verità sulle emissioni in atmosfera legate all’invio di email e spam... sembrerebbe impossibile! Anche qui le soluzioni sono due e l’optimum è combinarle insieme: green server farm (ovvero alimentate ad energie rinnovabili) e piattaforme di comunicazione sviluppate con tecnologia web 2.0. Il mondo di riuscirà? I reckon.
 
 
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